Lunedì 05 Dicembre 2016 | 11:25

PREFETTURA, CURIA E PROVINCIA

Oltre cento alloggi nelle canoniche per profughi e persone bisognose

Il commiato del prefetto Palomba

Oltre cento alloggi nelle canoniche per profughi e persone bisognose

 

RIMINI. Un rifugio, 100-150 posti da ricavare con soldi del Viminale nelle canoniche dismesse della provincia, dove dare ospitalità non solo a profughi ma a chi è senza un lavoro e non riesce pagare un affitto. Ad annunciarlo il prefetto Claudio Palomba nell’incontro di commiato con la stampa: il 6 luglio entrerà in servizio a Lecce. Un progetto che vede impegnati fianco a fianco prefettura, curia, amministrazione provinciale illustrato in 45 minuti di chiacchiere e “ricordi” dei suoi tre anni e due mesi trascorsi in via IV Novembre. Uffici che lascia dicendosi «ottimista» sul futuro del palazzo del Governo così come degli uffici di polizia «per cui mi sono battuto sia come prefetto che come presidente del sindacato dei prefetti contro i tagli».

Come? Spiegando a Roma «che non si può fare sicurezza a 200 chilometri di distanza in un territorio dove si contano, soprattutto d’estate milioni di presenze».

Non è invece riuscito a trovare una soluzione per la casa della polizia, e questo, dice visibilmente contrariato: «È una pagina delicata. Si è fatto e si sta facendo di tutto per dare un’adeguata sistemazione alla questura che non può essere sparpagliata in quattro sedi. Ci sono ancora possibilità aperte, anche sullo stabile di via Roma. Rimini deve avere una questura. Mi resta come pallino anche ora che me ne vado». Non si dispera e non si chiude nessuna porta. I tempi sono ristretti. «Il fallimento potrebbe rappresentare nuova partenza. L’appello è che se c’è un interesse venga alla luce in tempi stretti».

Orgoglio che giustamente riesplode con quello che lui chiama il «fiore all’occhiello» del suo mandato riminese: la conferenza permanente sull’aeroporto. «Solo un anno fa ci trovavamo in una situazione disastrosa con i concordati rigettati. Lo sforzo corale del territorio quando si è reso conto del danno che avrebbe portato la chiusura del Fellini, con la “colletta” ha messo le basi “per tenere botta”. Oggi sembra che l’attività stia riprendendo, lentamente ma lo sta facendo. I numeri dell’estate sono simili allo scorso anno e ci sarebbero già contatti ben avviati verso mercati oltre Russia».

Ma profumano di successo «grazie all’ottima collaborazione tra enti, come tra pubblico e privato», anche «il tavolo anticrisi con la sua cabina di prevenzione». Tante le situazioni affrontate (ultima la vertenza Fresco Piada) e tantissime le riunioni fatte. «Come quella del 31 dicembre 2013 per la crisi Valleverde: pur di salvare un solo posto di lavoro avrei passato in prefettura tutte le vacanze di natale». Così come il protocollo sulle strutture alberghiere e sul «distretto turistico in fase di ripartenza che riguarda 4 province (da Rimini a Ferrara ndr) e darà vita alla zona a burocrazia zero più grande d’Europa».

«Rimini mi mancherà molto. A partire dalla squisitezza della gente romagnola, sempre disponibile indipendentemente dal presentarmi come prefetto. Io e la mia famiglia qui ci siamo trovati a casa».

Ora il modello Rimini cercherà di trapiantarlo a Lecce «con alcuni dei progetti che qui abbiamo realizzato».

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