Domenica 11 Dicembre 2016 | 01:16

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IL CASO

Comune: «Mai più patrocini ai cacciatori»

Trofeo Sant'Uberto, ancora polemiche. La Federcaccia: «Siamo stati autorizzati» L'assessore Sadegholvaad: «E' stato un errore, non pensavano sparassero agli animali»

Comune: «Mai più patrocini ai cacciatori»

RIMINI. Pensavamo fosse una gara in cui si addestrano i cani e invece sparano agli animali. Concedere il patrocinio è stato un errore e anche se la caccia è legale, Palazzo Garampi non legherà più il proprio nome alle “doppiette”. L’assessore Jamil Sadegholvaad chiude così il caso sollevato ieri dal Corriere.

Il fatto. Sabato e domenica prossimi, la Federazione della caccia dà appuntamento a San Martino Monte l’Abate. Va in scena il primo Trofeo Sant’Uberto. Ogni concorrente portatore sano di fucile e proiettili, sarà dotato di due capi (fagiani, starne, quaglie) da abbattere. Il Comune ha “benedetto” il tutto con il proprio patrocinio. Un gesto che ha scatenato la reazione delle associazioni animaliste. L’assessore già venerdì aveva preso le distanze.

Mai più. Scoppiato il caso, ieri mattina Sadegholvaad ha ribadito meglio il concetto. «Posto che la manifestazione è legittima perché in Italia l’attività venatoria è legale, il patrocinio è stato un errore in quanto era stato inteso che si trattasse di una semplice gara di addestramento cani (senza sparo). In futuro non verranno più concessi patrocini a eventi del genere (come invece fanno regolarmente tanti altri Comuni in Italia). Ma deve essere chiaro che anche senza patrocinio queste gare si possono svolgere legittimamente».

“Pum pum”. Colpito nell’orgoglio, Walter Ricchi, presidente della Federcaccia di Rimini, ieri ha scritto una lunga lettera al Corriere (pubblicata in pagina) per manifestare lo sdegno dei cacciatori per essere ogni volta equiparati ad assassini. E per ribadire di “cacciare” sempre all’interno dei confini della legalità. Peccato che nessuno lo abbia definito assassino o messo in dubbio la legalità del trofeo Sant’Uberto. Le associazioni animaliste, contrarie alla caccia, chiedevano al Comune di non dare il patrocinio a manifestazioni in cui gli animali vengono uccisi sotto forma di gara e quindi di divertimento.

Se proprio vogliamo essere precisi, poi, in rete basta digitare trofeo Sant’Uberto (se ne organizzano in tutta Italia) e vedere i filmati. Ne abbiamo trovato uno in cui un fagiano terrorizzato, si rintana in un rovo, neppure tenta di scappare. Per farlo volare via il cacciatore deve sferrare un calcio. Per poi abbatterlo a pallettoni.

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