Venerdì 30 Settembre 2016 | 23:56

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ACCUSE A LUCI ROSSE

Stagista in hotel denuncia il cuoco: giochi erotici ma erano violenze

Gli abusi sarebbero avvenuti in cucina, nella cella frigorifera e nello stanzino usato come spogliatoio dal personale. L'uomo nega tutto

RIMINI. Violentata dal cuoco dell’hotel nel quale ha svolto lo stage nell’estate 2010. E’ l’accusa mossa da una ragazza riminese, all’epoca 16enne, nei confronti dell’uomo (allora 36enne) che rivestiva l’incarico di responsabile della cucina. Stando al racconto della ragazza, il cuoco avrebbe iniziato gli approcci nei suoi confronti baciandola e toccandola sul seno e sul sedere. Fino a quando le avance si sono fatte sempre più spinte. Il suo ex superiore, ha raccontato ieri davanti al giudice la ragazza, l’avrebbe costretta ad avere rapporti orali almeno in tre occasioni e in una di queste, per provare un gioco erotico, lui si sarebbe spalmato la salsa per il vitel tonné sui genitali.

Gli “incontri” tra i due sarebbero avvenuti in cucina, nella cella frigorifera e nello stanzino usato come spogliatoio dal personale dell’hotel. La ragazza ha spiegato di non averlo denunciato subito, ma di aver aspettato la fine della stagione, perché sperava che prima o poi le molestie sarebbero finite e che temeva per la sua posizione di lavoro visto che il cuoco era comunque un suo superiore.

«Speravo che accontentandolo qualche volta - ha ammesso - sarebbe finita lì». E poi aveva paura di sporgere denuncia perché riteneva che avrebbe potuto perdere il lavoro. In alcune occasioni, su richiesta della stagista, i due si erano incontrati sulla spiaggia di fronte all’albergo, nella zona di Miramare, per chiarire la questione. Lei dice di avergli chiesto di smettere. «Lasciami stare, non voglio più che vada avanti questa situazione. Se ci scoprono ci cacciano», lo avrebbe implorato. Ma l’uomo, anche in quelle circostanze, avrebbe preteso dei rapporti orali. Il profondo stato d’ansia dovuto alla situazione avrebbe causato alla giovane disturbi alimentari.

La ex stagista, oggi 20enne, ha inoltre riferito che il cuoco faceva spesso la pipì nel cibo preparato per gli altri dipendenti che solitamente consumavano i pasti nella struttura ricettiva. Una collega, sentita come testimone ieri mattina, ha ammesso che la giovane le aveva confidato di quelle molestie già durante la stagione. Avrebbe anche visto il 41enne che spingeva la ragazza contro un muro e la costringeva a baciarlo. Inoltre, la testimone ha dichiarato di aver raccontato al direttore dell’hotel ciò che stava accadendo ma quest’ultimo, ascoltato dal giudice, ha escluso questa circostanza. «Se avessi saputo - ha detto - avrei preso dei provvedimenti».

Il cuoco, assistito dall’avvocato Andrea Guidi, ha rigettato ogni accusa e ha negato di aver mai avuto qualsiasi tipo di approccio con la ragazza. Il 41enne deve rispondere di violenza sessuale aggravata e atti osceni in luogo pubblico. Il processo è aggiornato al 26 novembre.

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