Venerdì 09 Dicembre 2016 | 02:50

A SPASSO NELLA STORIA

L'Anfiteatro romano esce dalla gabbia

L'assessore Massimo Pulini annuncia in commissione il progetto di riqualificazione dell'area: «Lo restituiamo ai cittadini»

L'Anfiteatro romano esce dalla gabbia

RIMINI. Non sarà il recupero totale chiesto a più riprese da Gioenzo Renzi (Fratelli d’Italia), ma almeno qualcosa si muove nell’Anfiteatro romano di via Roma, quello che i libri di storia definiscono (ai tempi) secondo solo al Colosseo. Farlo emergere dall’oscurità della terra, è noto, richiede molte risorse e (soprattutto) lo spostamento dell’asilo svizzero: tutt’altro che indolore e scontato.

Comunque. Ieri pomeriggio in commissione l’assessore alla cultura Massimo Pulini, ha annunciato che sarà eliminata la gabbia che imprigiona l’anfiteatro.

Nell’ambito della riqualificazione del percorso denominato Margherita Zoebeli, adiacente all’Anfiteatro Romano, si è realizzato un progetto di valorizzazione che prevede la rimozione dell’attuale recinzione (pali e rete) e la sostituzione con una nuova più bassa in legno a sezione quadrata che permetta una maggiore permeabilità visiva verso l’Anfiteatro e un maggior decoro dell’area.

Tale intervento è già stato autorizzato dalle Soprintendenze di Ravenna e Bologna. L’intervento prevede anche la riqualificazione del percorso ciclo-pedonale, la sostituzione dei lampioni con altri in linea con quelli già installati nel centro storico, la sostituzione degli arredi e anche la rimozione di elementi invasivi quali le protezioni ai proiettori interni all’area dell’Anfiteatro. E prevista anche la sistemazione del verde posto lungo il percorso Zoebeli con la finalità di dare decoro a tutta l’area: si prevederà pertanto la potatura delle siepi e l’eliminazione della vegetazione arbustiva spontanea.

«L’idea - spiega l’assessore Pulini - è quella di eliminare la gabbia dentro cui da troppi anni è imprigionato l’Anfiteatro romano. Pur comprendendo le motivazioni (principalmente la sicurezza) che avevano portato all’installazione di quella recinzione, il risultato è che essa invita i malintenzionati a entrare e invita i benintenzionati a non entrare. La nostra azione dunque, concordata con le Soprintendenze, è quella di aprire anche visivamente l’anfiteatro alla città e ai cittadini, intervenendo quindi sulla riqualificazione e sugli arredi che innalzano i livelli di sicurezza incrementando la fruibilità e la gradevolezza estetica del bene».

L’amministrazione inoltre, sempre in accordo con le Soprintendenze, sta progettando un intervento volto all’eliminazione delle strutture presenti sull’anfiteatro quali le vecchie scalinate in legno e ferro ormai degradate, «riqualificando i percorsi e le scale necessarie alla fruizione del bene e aumentandone al contempo la sicurezza per i visitatori, l’intervento prevederà anche la sostituzione delle plance informative poste all’ingresso dell’area».

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