Sabato 10 Dicembre 2016 | 19:29

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"FURBETTI"

Nido, su 565 solo 20 pagano la retta intera

Una rarità la tariffa massima di 450 euro al mese e l'assessore annuncia controlli sul tenore di vita

Nido, su 565 solo 20 pagano la retta intera

RIMINI. I numeri in genere non mentono. Così quando si scopre che su 565 bambini iscritti all’asilo nido, solo 20 pagano la retta massima di 450 euro, sorge il legittimo sospetto che qualcosa non funzioni nella giustizia sociale e fiscale. E’ il motivo per cui il Comune oltre all’Isee misura anche il tenore di vita.

Giusto due giorni fa, infatti, Palazzo Garampi ha comunicato di avere scovato 169 “furbetti” che avevano chiesto lo sconto della retta dell’asilo, pur avendo auto di lusso e case spaziose. E’ il nuovo corso annunciato dal vice sindaco Gloria Lisi: chi usufruisce di un servizio pubblico, anche se paga la retta intera, deve presentare l’Isee ed altre informazioni: auto, metri quadrati dell’appartamento, importo del canone di locazione). Se lo stile di vita viene giudicato “incongruo”, viene data la possibilità di fornire chiarimenti. In ogni caso il malcostume di fregare il prossimo, alla fine dovrà essere spiegato alla Guardia di Finanza.

Tutto è stato ribadito ieri mattina da Gloria Lisi, analizzando i dati delle iscrizioni al nido e alla scuola per l’infanzia. Quindi. Su 565 iscritti ai nidi, solo in 20 pagano la tariffa completa da 450 euro. Retta che non arriva a coprire il 50 per cento della spesa per bimbo: 1.000 euro. In media si pagano 200 euro, mentre il minimo è 50. Così le famiglie coprono il 20 per cento della spesa, circa 5,6 milioni, con il Comune che pensa al restante 80.

Vediamo ora le iscrizioni per l’anno 2015-2016. Le domande risultano in calo sia per i nidi sia per le scuole d’infanzia, del 26 per cento negli ultimi cinque anni. Se per l’anno 2013-2014 erano 1.657 totali, ora sono scese a 1.464, 565 per i nidi e 899 per le scuole d’infanzia. Colpa della crisi, sottolinea il vice sindaco, anche perchè l’amministrazione ha investito negli ultimi anni su un servizio che ha «effetti positivi» sul successivo percorso scolastico. Se nel 2001 la copertura, tra pubblico e privato, era sotto il 12 per cento, nel 2014 sfiorava il 26.

Il risultato fra calo degli iscritti e numero di posti, prosegue Lisi, fa sì che sia annullata la lista d’attesa nei nidi. Emerge però anche un’inversione di tendenza: le due fasce più piccole dei nidi sono in crescita, da 136 a 148 i piccolissimi, da 150 a 162 i piccoli.

Per il prossimo anno scolastico è prevista «una serie corposa di interventi». Tra questi l’apertura del cantiere per la nuova scuola d’infanzia statale ora ospitata nella scuola XX settembre per una spesa da due milioni.

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