Venerdì 09 Dicembre 2016 | 06:43

SIGILLI A BENI PER 250 MILIONI DI EURO

Camorra, sequestrata una pasticceria

Il locale di Gabicce appartiene a una società con sede a Rimini

Camorra, sequestrata una pasticceria

RIMINI. L’ombra della camorra torna ad allungarsi ancora una volta sulla riviera.

Lambisce anche Rimini, infatti, l’operazione della Direzione nazionale antimafia e delle Dda di Napoli, Roma e Firenze sul riciclaggio di denaro sporco da parte di personaggi vicini al clan camorristico “Contini”.

I carabinieri, in esecuzione di quanto disposto dalla magistratura, ieri mattina hanno sequestrato le quote azionarie e i conti bancari di una società costituita a Rimini il 14 febbraio 2013 con sede in via Pomposa, la Vesuvio srl, proprietaria di un’elegante pasticceria-gelateria a Gabicce Mare (Pesaro Urbino), in viale della Vittoria.

Il locale, aperto da qualche mese e ben avviato, è passato in gestione nel dicembre scorso a due ex dipendenti che al momento non risultano indagati secondo quanto assicura l’avvocato Umberto De Gregorio al quale loro stessi si sono rivolti per una tutela legale. Nel frattempo hanno ottenuto di poter continuare l’attività sotto forma di esercizio straordinario e sotto l’egida dell’amministratore giudiziale. E’ coinvolto nell’inchiesta, invece, il responsabile della società con sede a Rimini: per l’accusa è uno dei prestanome del clan al quale complessivamente gli inquirenti hanno sequestrato in varie parti d’Italia beni per circa 250 milioni di euro. Una delle novanta persone raggiunte da ordinanza di custodia cautelare nell’ambito del blitz, per evitare l’arresto, si è suicidata lanciandosi dalla finestra all’arrivo delle forze dell’ordine. E’ accaduto a Roma. L’uomo ha chiesto di prendere un bicchiere d’acqua, ma ha aperto la finestra e si è lanciato nel vuoto. L’inchiesta ha nel mirino il cosiddetto clan «Contini»,considerato tra quelli egemoni a Napoli e riguarda, in particolare, le operazioni di reinvestimento dei proventi economici di gruppi camorristici in imprese e operazioni economiche a non solo in Campania, ma anche a Roma, in Toscana, oltre che a cavallo tra Marche e Romagna. I provvedimenti riguardano beni immobili e aziende controllati dal clan. Le indagini sono state coordinate dalla Procura nazionale antimafia guidata dal procuratore nazionale Franco Roberti e dirette dalla Dda di Napoli guidata da Giovanni Colangelo.

 

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