Sabato 03 Dicembre 2016 | 03:24

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TRAGEDIA ALL'ASILO

Un cuore troppo grande per la sua giovane età

Il piccolo Nicolò ucciso da un'anomalia genetica L'esito dell'autopsia

 Un cuore troppo grande per la sua giovane età

 

RICCIONE. Aveva un’anomalia cardiaca genetica, un cuoricino di dimensione più grande rispetto a quella che si può avere all’età di cinque anni.

L’autopsia effettuata dal professor Pier Paolo Balli, su incarico del sostituto procuratore Luca Bertuzzi, ha dato questa spiegazione alla morte improvvisa del piccolo Nicolò Bartolomeoli, il bimbo riccionese che ha perso la vita giovedì pomeriggio, in seguito a un malore che lo ha colto mentre si trovava alla scuola materna Bertazzoni di Riccione. Il cuore del bimbo verrà comunque sottoposto a ulteriori accertamenti per capire la causa scatenante del decesso.

Intanto, la procura ha dato il nulla osta per i funerali che verranno celebrati domani mattina alle ore 10 nella chiesa Stella Maris, nel quartiere Fontanelle.

La tragedia ha segnato profondamente la famiglia e sconvolto tutta la comunità riccionese e non solo.

È accaduto tutto giovedì. Nicolò si trovava all’asilo. Stava ascoltando la maestra che leggeva una favola e all’improvviso, cianotico in volto, si è accasciato perdendo conoscenza.

L’allarme è scattato immediatamente. Un’altra maestra gli ha praticato la respirazione bocca a bocca in attesa che arrivasse l’ambulanza.

A nulla, purtroppo, è valsa la corsa disperata verso il pronto soccorso pediatrico dell’ospedale Infermi di Rimini. Dopo un’ora di tentativi per rianimarlo, Nicolò è morto.

Per i genitori una tragedia inspiegabile: fino a quel momento il bimbo non aveva mai accusato particolari problemi di salute. Stava bene e praticava sport.

Quando si è sentito male all’asilo, giovedì pomeriggio, la mamma stava andando a prenderlo per riportarlo a casa. I carabinieri della compagnia di Riccione hanno sentito il padre del bimbo e le maestre per ricostruire la vicenda. Il papà ha confermato che il bambino non aveva, fino ad allora, mai accusato problemi particolari.

Il dolore per il vuoto che ha lasciato è incolmabile. Il piccolo viveva a Riccione, vicino al confine con Villaggio Argentina di Misano Adriatico, con i genitori e un fratellino di tre anni.

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