Martedì 27 Settembre 2016 | 19:15

Più letti oggi

LO SCONTRO FINISCE IN TRIBUNALE

Demolizione alla Sangiovesa al mare: «Azione eccessiva, vogliamo il risarcimento»

Maggioli chiede i danni al Comune

 Demolizione alla Sangiovesa al mare: «Azione eccessiva, vogliamo il risarcimento»

RIMINI. La famiglia Maggioli chiede i danni e porta il Comune in Tribunale. Si tratta di una mossa a sorpresa e il braccio di ferro è di quelli dall’esito incerto: da entrambi le parti ci sono due contendenti che difficilmente lasceranno la presa.

La questione riguarda l’area esterna alla Sangiovesa a mare, quello spazio ormai abbandonato sul lungomare dopo la chiusura del locale e lasciato al degrado. Spazio che già in passato aveva visto esplodere una polemica tra le parti ma che adesso sfocia in un nuovo capitolo inaspettato.

A puntare contro Palazzo Garampi è stata infatti la società Rema, Ricostruzione Edilizia Marina Adriatica S.r.l, riconducibile la appunto alla famiglia Maggioli, con in testa Manlio, ex presidente della camera di commercio, e il figlio Paolo, attuale numero uno di Unindustria.

L’oggetto del contendere è stata l’ordinanza di demolizione di opere edilizie notificata dal Comune ormai da oltre un anno, il 24 gennaio del 2014, contro cui la Rema ha deciso di fare ricorso al Tar per chiedere appunto «il risarcimento del danno ingiusto». E la conferma che la battaglia legale andrà avanti è proprio Paolo Maggioli, che spiega come la Rema Srl si attenda due opzioni: «O la restituzione del terreno o il riconoscimento di un danno visto il sequestro dell’area che abbiamo subito e la chiusura del locale». Sempre il presidente di Unindustria ricorda che «la Sangiovesa a mare non era certo un’attività milionaria ma riusciva a dare vitalità a una zona che adesso, senza quel locale, è sotto gli occhi di tutti che è quasi da terzo mondo». In sintesi, conclude Maggioli, «Noi volevamo rivitalizzare e loro ci fanno demolire: quello che non abbiamo capito è stata l’azione del Comune, davvero eccessiva».

Ricordiamo che l’area esterna della Sangiovesa era già finita al centro di una polemica: i rapporti tra Rema e Comune si sono infatti incrinati cinque anni fa, quando nel 2010 il Tribunale di Rimini, con sentenza di primo grado ha dato a Palazzo Garampi 16mila metri quadri di aree destinate a verde pubblico e parcheggi tra via Beccadelli e piazzale Kennedy. Zone che sembrava appartenessero alla Rema, in base a un vecchio contratto degli anni Quaranta, ma su cui invece ha prevalso il diritto di usucapione da parte del Comune. In mano ai Maggioli erano però rimaste le aree occupate dalle pedane con sovrastanti il grande gazebo dell’ex Sangiovesa, tra il lungomare Tintori e via Paolo e Francesca. Dal Comune fanno sapere che «in seguito ad accertamenti edilizi, con ordinanza notificata nel gennaio 2014, era stata ingiunta alla proprietà Rema srl la demolizione delle opere abusive, pedana e gazebo». In quel preciso caso la demolizione , dopo nove mesi, era stata eseguita dalla stessa famiglia Maggioli. 

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Corriere di Romagna

Caratteri rimanenti: 1000