Mercoledì 28 Settembre 2016 | 17:23

DIFFAMAZIONE

Hunziker e Striscia a processo

Accusò l'ex agente di averla ricattata sessualmente. La showgirl alla sbarra a Rimini dal 20 febbraio con l'inviato Max Laudadio: nel mirino anche le modalità del servizio

 Hunziker e Striscia a processo

RIMINI. La showgirl Michelle Hunziker e il conduttore televisivo Massimiliano “Max” Laudadio saranno processati a Rimini, davanti al giudice monocratico, a partire dal 20 febbraio prossimo, con l’accusa di diffamazione in concorso. Secondo l’accusa (la procura ha emesso un decreto di citazione a giudizio) avrebbero pronunciato, nel corso di un’intervista andata in onda durante la trasmissione televisiva “Striscia la notizia” del 17 marzo 2010, affermazioni lesive dell’onore di un manager del mondo dello spettacolo con studio professionale a Riccione (con le aggravanti “di aver attribuito un fatto determinato e di aver usato un mezzo di pubblicità, cioè una trasmissione televisiva). L’inviato del tiggì satirico Laudadio dovrà rispondere, assieme alle comparse che avevano collaborato alla realizzazione del relativo servizio, anche dell’incursione con telecamere nascoste nell’ufficio riccionese della parte offesa, che era stato anche agente della Hunziker agli inizi della carriera.

Nel decreto di citazione a giudizio si ipotizzano a vario titolo reati che vanno dalla sostituzione di persona all’interferenza illecita nella vita delle persone fino alla turbata libertà dell’industria o del commercio.

Nel servizio, visto ma milioni di spettatori, si lasciava intendere che l’uomo, approfittando della sua riconosciuta attività di talent scout nel mondo dello spettacolo, avrebbe richiesto in alcune occasioni favori sessuali dalle ragazze che si rivolgevano alla sua agenzia. Affermazioni pesanti alle quale l’interessato aveva reagito presentando una querela (era assistito dall’avvocato Paolo Righi). La stessa Hunziker, intervistata da Laudadio nella puntata finita sotto accusa, rincarò la dose: raccontò, infatti, di essere sottoposta a “un vero e proprio ricatto”. L’agente avrebbe detto esplicitamente alla donna, all’epoca appena diciassettenne e reduce dal successo ottenuto come modella per la pubblicità “Roberta”, «se vuoi continuare a lavorare con me, tu devi venire a letto con me». Una denuncia pubblica, ma tardiva ed evidentemente non suffragata da elementi, secondo quanto ritengono gli investigatori. La showgirl si batte da tempo, attraverso la fondazione “Doppia Difesa” in favore dei diritti delle donne e contro ogni forma di discriminazione su donne e bambini. Spiegò di non aver ceduto presunto al ricatto. Michelle Hunziker, cittadina svizzera di 38 anni, sarà rappresentata in aula dall’avvocato Stefano Longhini. Superato il traguardo dell’ottavo mese di gravidanza, in attesa della terzogenita, rimarrà tranquilla a Milano, in attesa degli sviluppi processuali.

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