Mercoledì 28 Settembre 2016 | 17:24

LAVORI IN CORSO

Arrivano le ruspe, addio all'ex ricreatorio

La ricerca di nuovi posti auto sacrifica un luogo simbolo dello sport ravennate

Arrivano le ruspe, addio all'ex ricreatorio

RAVENNA. C’è stato un tempo in cui l’area ex Robur, in via Guidarello Guidarelli, era il luogo di ritrovo per i ragazzi della città. Fu teatro delle imprese pallavolistiche della Robur e palestra di tanti atleti del volley e del basket. Il suo centro ricreativo radunò intere generazioni. C’era il cinema e anche una sala con grammofono. I tempi sono cambiati, le attività sportive hanno traslocato in palestra e nei palazzetti e il centro ricreativo ha chiuso da decenni. Ora l’area è destinata a diventare un parcheggio di riferimento per il centro storico. I lavori per la realizzazione dei 150 posti auto previsti inizieranno la prossima settimana, ma tutto ormai è pronto.

Mauro Mazzotti, storico e profondo conoscitore della città, ricorda i tempi in cui il ricreatorio era in piena attività: «Stiamo parlando di 50 anni fa per cui i ricordi sono po’ confusi - commenta con un sorriso Mazzotti -. Nel ricreatorio c’era Don Gastone. Era lui a portare avanti la struttura, me lo ricordo come un prete sui generis e molto moderno per quel tempo. Da quel ricreatorio passavano i ragazzi del centro città, c’era una piccola sala cinematografica, un canestro per giocare a basket, il flipper, il campo da pallavolo e anche una saletta con un grammofono e alcuni dischi. Non era un assiduo frequentatore del centro, ma ci passavo spesso soprattutto quando avevo 14-15 anni. Ho anche militato nella squadra di basket che si allenava nell’area».

Chiediamo a Mazzotti che effetto faccia sapere che l’area diventerà un parcheggio: «Mi rendo conto che la città ha bisogno di nuovi posti auto - commenta - ma è un peccato che si vadano a sacrificare gli ultimi spazi aperti rimasti in centro. L’area ex Robur sorge nel cuore di quella che fu la città romana. E’ un’area di grandissimo interesse archeologico e se per la realizzazione del nuovo parcheggio si andasse a scavare in profondità ne troveremmo di tutti i colori. Non dimentichiamoci che siamo in una zona antichissima dell’insediamento ravennate. Ricca di monumenti. A poche centinaia di metri sorge il battistero Neoniano». Tra i frequentatori del centro ricreativo c’era anche Gigi Tartaull che proprio sul campo di pallavolo della struttura iniziò i suoi primi passi da atleta che lo avrebbero portato a raggiungere la seria A italiana nel volley. «Quando ancora ero ragazzino alla domenica ci chiamavano per fare le righe del campo per le partite della Robur - dice Tartaull -. Ci pensavamo noi a tracciare il campo. Usavamo il gesso. Allora si giocava all’aperto sul campo in terra. Dopo qualche anno le cose cambiarono e le partite iniziarono a essere disputate in palestra. Comunque in quel ricreatorio sono passati tutti coloro che in quegli anni volevano giocare a basket o a pallavolo. Mi ricordo ancora le partite che si facevano. Nel cortile disputavamo dei due contro due, o uno contro uno. Ci giocavamo quei pochi soldi che avevamo in tasca e nella settimana fortunata con la pallavolo ci ricavavamo anche una piccola paghetta».

Tartaull ricorda che il centro era molto frequentato: «Al piano di sopra c’era, in una saletta, anche il campo da ping pong. I ragazzini facevano la fila per poter giocare. C’era anche il cinema, sorgeva lungo via Guidarello. Per entrare chiedevano 25 lire, erano quasi tutte seconde visioni. Le anteprime dei film erano riservate al cinema Roma, ma erano più costose».

 

 

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