Sabato 24 Settembre 2016 | 22:54

I VANGELI TRA I BANCHI

L'arcivescovo alle scuole:«L'ora di religione non va discriminata»

Pioggia di segnalazioni in diocesi: alcuni istituti "boicottano" l'insegnamento

 L'arcivescovo alle scuole:«L'ora di religione non va discriminata»

RAVENNA. Sferzata della diocesi alle scuole: giù le mani dall’ora di religione, «non va discriminata». E il vescovo si appella direttamente ai genitori: l’insegnamento della religione cattolica forma i giovani, riassume i valori alla base della storia italiana ed europea, ed educa al dialogo interreligioso; «va trattata come le altre materie».

No gli atteggiamenti di alcuni istituti che, denunciano dall’ufficio scuola della Diocesi, «sembrano con certi atteggiamenti voler favorire la non scelta dell’ora di religione». Intanto, la scelta dell’insegnamento è, seppur di poco, in calo nel territorio: alle elementari e nelle scuole di infanzia, l’adesione arriva fino all’80%, alle secondarie non supera il 65%, con una flessione che si attesta a meno dell’1% rispetto allo scorso anno.

La denuncia. Le lamentele sono arrivate all’ufficio pastorale scuola della Diocesi già nelle scorse settimane. «Tutti gli anni in questi periodi, quando si aprono le iscrizioni alle scuole, sentiamo più o meno gli stessi racconti. A volte ci parlano di comportamenti solo “inopportuni”, altre al limite della legalità - spiega don Andrea Bonazzi, direttore dell’ufficio scuola -. Alcuni esempi: le scuole che ripropongono ogni anno i moduli per la scelta dell’insegnamento nonostante l’accordo Stato-Chiesa dica che la scelta fatta al primo anno vale per tutto il ciclo scolastico salvo espressa richiesta dei genitori. Oppure, il nodo dell’ora alternativa. Secondo la norma, dovrebbero essere garantite attività non curriculari, invece in alcune scuole avviene il contrario». Come a dire: non fai religione? Ripassiamo storia. «O ancora, l’ora di religione messa sempre come prima o ultima ora della giornata. Rileviamo a riguardo percentuali troppo alte, che sembrano andare oltre al caso, come se si volesse implicitamente invitare i ragazzi a stare a casa se non scelgono l’ora di religione». Insomma, una sorta di boicottaggio. «L’ora di religione è a tutti gli effetti una materia curriculare e deve esser trattata come le altre, fatta salva libertà di scelta se avvalersene o meno - ribadisce don Andrea -: non deve essere discriminata».

L’appello del vescovo. Messi in conto i comportamenti «sfavorevoli e forse non legittimi» di alcuni istituti, monsignor Lorenzo Ghizzoni si rivolge direttamente a studenti e genitori: tre buoni motivi per scegliere l’ora di religione. «Crediamo che abbia una potenzialità formativa e di arricchimento culturale dei più giovani - scrive il vescovo - e costituisce una chiave di lettura fondamentale del nostro passato e della realtà in cui noi tutti viviamo». Con uno sguardo al presente e alla ferma necessità di dialogo tra le religioni. «Il presente momento storico che vede tensioni e conflitti, terrorismo e guerre, attribuiti alle religioni, ci chiede di far conoscere bene gli elementi del cristianesimo, per dare ai nostri giovani la possibilità di proporre ai coetanei di altre religioni il “dialogo interreligioso” con competenza e conoscenze documentate».

 

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