Venerdì 09 Dicembre 2016 | 12:32

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LA PIAZZA DA LIBERARE

Il Comune: via gli archi da piazza Kennedy

Ma restano i bagni pubblici: il progetto della riqualificazione rivisto in commissione

 Il Comune: via gli archi da piazza Kennedy
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RAVENNA. In piazza Kennedy non ci sarà spazio per i portali bianchi tanto vituperati, né per una fontana, neanche quella di Bravura, ma per i bagni pubblici sì, sistemati in fila con l’edicola e la fermata del bus sul lato via D’Azeglio.

A dare la conferma ieri l’assessore ai lavori pubblici Enrico Liverani nel corso della commissione consiliare chiamata a discutere la petizione avanzata da un comitato favorevole alla modifica del progetto, redatto dagli uffici comunali con la supervisione dell’architetto Pierluigi Cervallati, progettista del restauro di palazzo Rasponi. «Non c’è un nuovo progetto - si è affrettato a chiarire l’assessore - per cogliere lo spirito di alcune richieste potranno esserci delle varianti, per le quali comunque occorrerà il parere favorevole della soprintendenza. Al momento il progetto è stato appaltato e partiremo con il cantiere prima dell’estate dopo la realizzazione del parcheggio di via Guidarelli. Per i bagni la soluzione non sarà un servizio a gettoni ma a gestione diretta». Fra le preoccupazioni illustrate dalla prima firmataria Gloria Gamberini, ma non esplicitate in uno documento come più volte sottolineato dai consiglieri di opposizione, la difficoltà di utilizzo della piazza poco ombreggiata con le sedute lontano dalle poche zone fresche, la mancanza di «spazi acquatici», di aree per bambini, e la presenza di verde striminzito.

Fra le proposte anche lo spostamento della fontana di Marco Bravura, ora posta in piazza della Resistenza e la piantumazione di una fila di alberi al posto degli archetti sul lato via Rasponi. Il no alla fontana arriva, spiega l’architetto Francesca Proni del servizio progettazione urbanistica, viene dall’Ausl che ha richiesto acqua balneabile per i bambini e un vano sotterraneo ispezionabile. La fila di alberi invece sempre secondo la Proni, muterebbe «l’equilibrio del progetto, che senza archi è un po’ zoppo». Le alberature potranno aumentare laddove esisteva il giardino del palazzo, assicura l’assessore Liverani. Troveranno posto in piazza alcuni chioschi anche senza i famigerati archetti, simboli immaginati per segnare il sedime degli edifici presenti prima della nascita dello spazio urbano negli anni Trenta. Mentre al centro sarà possibile allestire due aree spettacoli 80 e 400 posti. Per illuminazione infine il progetto esecutivo propone i lampioni ad alto stelo già presenti in piazza del Popolo.

 

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