Mercoledì 28 Settembre 2016 | 05:27

IL RICHIAMO DELLA JIHAD

Morto in Siria combattendo per l'Isis

I servizi segreti: «Abitava a Ravenna»

 Morto in Siria combattendo per l'Isis

 

RAVENNA. Il reclutamento di jihadisti è passato anche da Ravenna e un “martire” dell’Isis ha abitato a lungo proprio nella nostra città.

E’ da qui, infatti, che è partito, alla volta della Siria, E. H., giovane maghrebino arruolatosi nelle fila dell’Isis e morto in combattimento oltre un anno fa durante un conflitto con le truppe regolari di Assad tra Aleppo e Damasco.

E. H. - stando a un’informativa dei servizi segreti - è deceduto in battaglia poco dopo il suo arrivo in Medioriente. In passato aveva vissuto per molti mesi a Ravenna, dove attualmente continua a risiedere la sua ex compagna.

A rivelarlo alla polizia è stata una dettagliata informativa inviata nei mesi scorsi dai servizi segreti italiani che - dopo essere venuti a conoscenza del caso - hanno ritenuto opportuno informare immediatamente anche la Digos ravennate.

La storia di E. H. è del tutto simile a quella degli altri 53 “foreign fighters”, in gran parte giovanissimi, che - secondo i nostri 007 - hanno scelto di arruolarsi in Siria partendo dal nostro Paese.

Sono tutti o quasi tunisini e marocchini ma nella lista fornita dai servizi segreti al Copasir ci sarebbero persino 4 italiani convertiti all’Islam.

Il caso più conosciuto è quello di Fabrizio Del Nevo, il 24enne di Genova morto anche lui in Siria combattendo per lo Stato Islamico.

Sulla sua vicenda è in corso un’inchiesta della procura Ligure per capire da dove fosse passato il suo arruolamento.

Resta invece un mistero sapere come abbia fatto il “ravennate” E. H. ad arrivare fino a Damasco per combattere con lo Stato Islamico. E’ stato convinto da qualcuno a Ravenna? Oppure questa città è stata solo un punto di transito? Al momento sono circa 800 i nominativi di islamici radicali monitorati dalle Digos di tutta Italia e dai servizi segreti.

Ma se fino al giorno della strage di Parigi le intelligence dei Paesi occidentali erano impegnate soprattutto a evitare il reclutamento verso il Medio Oriente ora l’incubo è inverso: impedire l’arrivo in Italia dei cosiddetti “Lupi Solitari”, come quelli intercettati e uccisi in Belgio pochi giorni fa.

Non più “semplici” fanatici disposti a morire in nome di distorti ideali religiosi, ma veri e propri soldati tornati per uccidere.

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