Venerdì 30 Settembre 2016 | 17:10

CITTA' DELLO SPORT: MA NON PER I BIG

Acmar e Cmc sognano una casa

Dopo il volley anche il basket rischia l'addio a Ravenna

 Acmar e Cmc sognano una casa

 

RAVENNA. Vincono ma senza terreno. Scalano le classifiche ma la loro arrampicata non ha una base di appoggio. I loro trofei non hanno il piedistallo. E il futuro è ancora più incerto del presente. E’ la storia del basket e del volley cittadini: in vetta alla classifica nell’A2 Silver il primo, sesta nella massima serie il secondo. Eppure, a Ravenna non hanno una “casa”. O quasi. All’Acmar, la squadra di basket, la deroga per giocare al Pala Costa scade quest’anno mentre la Cmc Porto Robur Costa è ormai da settembre che gioca al PalaCredito di Forlì e riportarla a Ravenna in tempi brevi sembra difficile. Il nodo è sempre lo stesso: il costo dell’affitto del Pala De André, pubblico ma a gestione privata. Tornare a pagare le cifre pesanti dello scorso anno (oltre 150mila euro), per la pallavolo, non se ne parla nemmeno: ma pure sembra inutile arrovellarsi attorno alla possibilità di procacciarsi singoli sponsor a partita («Uno spreco», dice il direttore Cormio). E il basket, al Comune, ha parlato chiaro: «Non spenderemo mezzo centesimo di più». Dunque, facile ipotizzare che anche loro siano costretti a lasciare la città, magari diretti alla vicina Cervia o anch’essi a Forlì, città orfana del basket da una manciata di giorni. Su questi ultimi pesa poi il futuro di Giorgio Bottaro, direttore generale del basket Ravenna in odore di un posto importante alla Figc, anche se lui non conferma: il suo “addio” potrebbe farsi sentire nella società, galvanizzata dal parquet ma alle prese con l’incertezza del futuro. Entrambi, sia cestisti che pallavolisti, puntano a un nuovo palazzetto: una vera e propria casa dello sport che possa nascere a due passi dal Pala De André e che magari possa essere costruita con il coinvolgimento di più soggetti, in una società mista pubblico privata. A riguardo, c’è già stato un incontro in Comune e un altro ce ne sarà nelle prossime settimane, ma l’assessore Guerrieri mette le mani avanti e chiarisce: «Farlo coi soli soldi pubblici ora è impossibile».

 

 

 

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