Sabato 03 Dicembre 2016 | 10:38

TRAGEDIA IN CASA

Cade mentre fa ginnastica in casa e sbatte la testa

Trentottenne finisce in coma e poi muore. Mirko Troncossi stava provando una sbarra telescopica appena comprata per allenarsi, ma ha ceduto improvvisamente

 Cade mentre fa ginnastica in casa e sbatte la testa

RAVENNA. Un incidente tanto banale quanto tragico. E’ caduto in casa, sbattendo violentemente la testa mentre provava una sbarra per fare ginnastica che aveva appena comprato. E’ morto così Mirko Troncossi, un 38enne faentino, che abitava da solo in via Borgo d’oro 9, una stradina che collega via Bondiolo a Corso Matteotti.

E’ stato in quell’appartamento del centro storico faentino che i parenti lo hanno ritrovato nella tarda mattinata di mercoledì 24 dicembre. L’incidente si presume che sia avvenuto poche ore prima, inutile la corsa in ospedale al Bufalini di Cesena dove Mirko Troncossi è morto il giorno di Santo Stefano, ieri i familiari hanno dato l’assenso all’espianto degli organi. Già nei prossimi giorni il pubblico ministero di turno, Stefano Stargiotti, potrebbe dare il nulla osta per il suo funerale.

Stando alla ricostruzione dei fatti eseguita dalla polizia del commissariato di Faenza, sembra che Mirko proprio nei giorni prima di Natale avesse deciso di farsi un piccolo regalo: una sbarra telescopica da ginnastica per fare sollevamento delle braccia. L’attrezzo si poteva fissare o con delle viti o a pressione tra le pareti di una porta. Molto probabilmente Troncossi ha scelto la seconda opzione, più immediata. Poi ha cominciato a fare gli esercizi. Forse era solo una sessione di prova prima di un allenamento vero e proprio, di sicuro è caduto rovinosamente all’indietro andando a sbattere la base del cranio con violenza. Ma la vera sfortuna del 38enne faentino - stando a quanto riscontrato dai medici - è stata quella di avere un trauma senza fuoriuscita di sangue. L’emorragia è stata interna e proprio per questo l’uomo ha perso progressivamente lucidità e conoscenza senza riuscire a chiedere aiuto. Il padre, allarmato per l’assenza di Mirko, che non rispondeva al telefono da diverse ore, si è recato nella sua abitazione con un mazzo di chiavi di riserva. Ma quando hanno aperto la porta ha trovato Mirko ormai privo di conoscenza sul divano. E’ stato lui a chiamare il 118. Successivamente è stato disposto il trasferimento al Bufalini, ma purtroppo venerdì è sopraggiunta la morte cerebrale. Amante della montagna e appassionato motociclista Mirko aveva frequentato l’istituto d’arte Ballardini ora lavorava a Casola Valsenio in un’azienda che produceva ceramica. Già ieri sera la notizia della sua tragica scomparsa si era diffusa a Faenza, gettando nello sconforto i tanti che avevano avuto modo di conoscerlo.

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