Lunedì 26 Settembre 2016 | 21:01

OPERAZIONE SALVA DAINI

Gli animalisti mettono in fuga i cacciatori

E nella notte abbattute le altane

Gli animalisti mettono in fuga i cacciatori

RAVENNA. Operazione salva daini. Una trentina o poco meno di animalisti schierati. C’è chi è arrivato dalla Lombardia, chi dal Piemonte, qualcuno dalla Liguria per affiancare i ravennati. Ed è stata tensione. Ancora una volta come già nei giorni scorsi. Risultato: altane quasi tutte deserte. Cacciatori alla larga. Quei pochi che hanno cercato di raggiungere i punti da dove si spara si sono ritrovati con la macchina “circondata” dai manifestanti. Urla, qualche insulto, per fortuna niente di più serio. Ma la battaglia per impedire l’abbattimento degli oltre sessanta esemplari di daini continua. Ne sono già stati abbattuti una decina. Ma nel frattempo continuano a cadere anche le altane. Divelte, abbattute e ritrovate così al mattino. Gli ambientalisti che ieri hanno manifestato non c’entrano. Pare che i vandalismi contro le strutture innalzate dai cacciatori per poter avere una migliore visuale al momento di fare fuoco contro i daini siano state distrutte durante la notte, prima che l’area vicina alla pineta cominciasse a popolarsi. A controllare che la situazione non degenerasse sono arrivati anche carabinieri, agenti della polizia provinciale e uomini del Corpo forestale dello Stato. Oggi e domani gli animalisti torneranno e riprenderà il rumore di fischietti, armoniche e battimani per spaventare e allontanare i daini.

Ieri quasi nessun colpo è stato sparato: solo un paio di cacciatori si sono presentati e, di fronte alle resistenze degli animalisti, hanno preferito fare retromarcia. Uno di questi, avvicinandosi in macchina alla zona di caccia, è stato accerchiato e preso a urla. «C’è stato un battibecco con un cacciatore - racconta Bruno, abituato a passeggiare in quella zona e presente ieri mattina - ma, all’infuori di questo, nulla di violento. Il cacciatore ha chiamato la Forestale, giunta poco dopo, e ha preferito fare retromarcia e andarsene. Sono state danneggiate delle altane (le strutture da cui i cacciatori dovrebbero sparare ai daini ndr) ma di sicuro non ieri mattina, tutti se ne sarebbero accorti. Penso sia opera di animalisti diciamo “focosi”, forse della zona, che operano singolarmente e che qui alla mattina non vengono».

Insomma, la questione rimane dunque spinosa: da una parte gli animalisti non mollano, riunendosi di alba in alba per tenere lontano i daini dalle doppiette dei cacciatori; dall’altra, la Provincia si è più e più volte confermata irremovibile nella propria decisione di procedere all’abbattimento, per il quale i cacciatori hanno già aperto i portafogli. «Chiedono di non prendersela con loro - continua Bruno -. Cacciare è un diritto per esercitare il quale hanno pagato. Il nocciolo del problema rimane infatti la decisione della Provincia».

L’esercito salva daini è fatto di gente giovane. C’è chi indossa la felpa del Fronte animalisti. Berretto, stivali di gomma, per affrontare freddo e fango. Le loro armi: fischietti, fisarmoniche e trombette per spaventare i daini. Girano per le stradine attorno alla pineta e se sentono qualcosa che assomigli a uno sparo parte la controffensiva: urla, fischi e tutto il repertorio pur di tenere i daini alla larga. «Ci siamo divisi in cinque gruppi - racconta Jessica, una di loro -. Abbiamo fato avanti e indietro tra le varie altane. Per me è la terza settimana. Ci sarò anche domani (oggi, ndr) e lunedì».

Tra i ragazzi che sono calati in pineta da più parti d’Italia, anche la signora Laura. Che se la prende con la Provincia: «Nella delibera che autorizza l’abbattimento - si legge che i daini sono patrimonio indisponibile dello Stato e che sono tutelati. Si sono ricordati solo il primo aspetto quando hanno negato alla signora Schonwald di poterli prendere in custodia. Peccato che si siano dimenticati la seconda parte». (m.f.)

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