Giovedì 08 Dicembre 2016 | 01:06

LA BIBLIOTECA

Un concerto storico tra gli antichi volumi

La Classense ricorda i tre secoli dell'Aula Magna

Un concerto storico tra gli antichi volumi

RAVENNA. La biblioteca Classense celebra con un convegno e un concerto i trecento anni dell’antica libreria camaldolese, oggi Aula magna, dove è conservato l’antico patrimonio librario dei monaci. Dopo il convegno nella sala Muratori, in cui studiosi e ricercatori hanno illustrato i più recenti risultati della ricerca sulla biblioteca camaldolese di Classe, alle 18, all’interno della libreria, si è tenuto il concerto delle Cameriste Ambrosiane & friends che hanno eseguito il Quintetto con 2 celli D956 in Do maggiore di Franz Schubert. E così, ancora una volta, la biblioteca ancora una volta è riuscita a essere non solo luogo di conservazione del sapere. «L’abbazia Classense con la biblioteca ospitava - spiega la direttrice Claudia Giuliani - la scuola di teologia e di filosofia più importante della città, un vero e proprio cenobio votato agli studi. La scuola era luogo di conoscenza e studio ma anche di elaborazione del pensiero fra i più fertili. Oggi come in passato la biblioteca rappresenta un patrimonio da valorizzare per il territorio; nel corso del convegno emergeranno contributi scientifici inediti sia sugli artisti all'opera nell'aula magna sia sulla figura dell'abate Canneti». La costruzione dell'aula magna, si deve appunto all'abate Pietro Canneti sensibile ed erudito bibliofilo che incrementò, con l’acquisto di preziosi volumi, la biblioteca dell’abbazia, e che coordinò l’équipe di artisti incaricati di eseguire le decorazioni pittoriche. Per conservare il patrimonio librario in uno spazio ampio e sontuoso, Canneti affidò all’architetto e religioso camaldolese Giuseppe Antonio Soratini (1682-1762) il compito del progetto. Dopo il trasferimento da Classe, avvenuto nel Cinquecento per motivi di sicurezza, i monaci camaldolesi ordinarono una prima biblioteca, realizzando la sala dantesca, poi nel Settecento le raccolte furono sistemate nell'attuale collocazione, definita dalla Giuliani «l'impresa culturale più significativa per la biblioteca». Al convegno, che ha affrontato il tema delle antiche librerie classensi prima di Canneti, hanno partecipato tra gli altri Donatino Domini, già direttore della biblioteca Classense che ricordato proprio la figura di Canneti, Marco Dezzi Bardeschi, architetto e storico del restauro, Claudio Ubaldo Cortoni, bibliotecario del sacro Eremo di Camaldoli, la storica dell'arte Anna Tambini e Daniela Poggiali, funzionaria della biblioteca Classense.

 

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