Mercoledì 28 Settembre 2016 | 03:43

UN REGALO INATTESO

Benefattrice dona 200mila euro al Comune

Ma a una sola clausola: non fate il mio nome

 Benefattrice dona 200mila euro al Comune

RAVENNA. Ricca, ricchissima e vedova, lascia 200mila euro al Comune ma con una sola clausola: «Devo rimanere anonima, sennò mi prendono per matta». E Palazzo Merlato, dopo aver concordato con lei la destinazione del denaro, ha già deciso che userà tra quarti della cifra per la costruzione di aree verdi e giochi per bambini, e tutto il resto al ricordo della Resistenza. La benefattrice aveva giù devoluto altre cifre importanti (non tanto importanti, però) ad altri Comuni del ravennate e questa volta ha scelto proprio il capoluogo dove ha deciso, da qualche tempo, di trascorrere la sua vedovanza.

La decisione della signora N.M. risale già ai mesi scorsi ma il Comune ha deliberato di accettare la somma solo nella seduta della giunta del 14 ottobre. In totale, si tratta appunto di 200mila euro che Palazzo Merlato accoglie solo dopo essersi accertato delle condizioni economiche della donna, benestante e non nuova a gesti simili. Con lei che, rimasta sola dopo la morte del marito, ha preferito disfarsi ancora in vita delle sue ricchezze, gli uffici tecnici dell'Amministrazione hanno concordato l'utilizzo delle somme. E, in definitiva, si è quindi deciso di usare 150mila per la manutenzione e l'installazione di giochi per bambini in alcune aree verdi della città, altri 40mila euro andranno all'Istituto storico della Resistenza e dell'età contemporanea; gli ultimi 10mila alle iniziative relative al settantesimo delle Liberazione. La consegna del denaro alla tesoreria comunale è già avvenuta e ora mancano sono gli atti dovuti per gli adeguamenti di bilancio.

 

A giugno scorso fece scalpore il lascito testamentario di un'altra anziana ravennate che, deceduta a gennaio scorso, aveva deciso di lasciare 100mila euro al canile comunale. Una decisione che lasciò stupefatti i suoi famigliari, tanto che un cugino forlivese avanzò dubbi di fronte a un legale sull'esistenza di altri testamenti. Le volontà della donna erano comunque chiare, aveva precisato l'Amministrazione, lasciando intendere di sperare nel lascito. Altre donazioni tanto importanti al Comune non si ricordano, non in soldi almeno. Ma pochi mesi un altro facoltoso ravennate lasciò a Palazzo Merlato due abitazioni in via Landoni, ma con una clausola: che venissero usate solo per le politiche giovanili o per l'assistenza ai minorenni.

 

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