Venerdì 09 Dicembre 2016 | 06:43

IL TRISTE DESTINO DEI "BAMBI"

Anche Striscia in campo per salvare i daini

Ma da oggi si può sparare. L'appello del Tg satirico contattato da un gruppo ravennate. I cacciatori autorizzati a procedere all'abbattimento dei 67 animali

 Anche Striscia in campo per salvare i daini

RAVENNA. L’odissea dei daini di Classe è finita in televisione, davanti alle telecamere di Striscia la Notizia. Ieri sera, infatti, sul programma di Canale 5 è andato in onda il servizio del mago Casanova sulla triste vicenda dei 67 “bambi” ravennati condannati all’abbattimento. Nulla è valso l’appello della signora Schönwald, dettasi disponibile ad adottare e mantenere i daini nella sua tenuta a Castiglione di Ravenna. La Provincia pare infatti irremovibile nella sua volontà di procedere a quello per molti è un chiaro massacro. Motivo? «I daini sono diventati un pericolo per la viabilità, in quanto il loro attraversamento della statale Adriatica ha provocato diversi incidenti, anche questi documentati».

E già da oggi dovrebbe partire il “fuoco”: cacciatori autorizzati provvederanno all’abbattimento dei 67. Ma, in una corsa contro il tempo, il gruppo Facebook “We are Ravenna” non ha voluto mollare, per questo ha subito contattato il programma di Antonio Ricci, confidando che, con la sua magia, Antonio Casanova possa trovare una soluzione. «Tantissime persone - ha sottolineato Flavio Vichi, amministratore del gruppo - mi hanno contattato indignate per la sentenza a condanna a morte di questi poveri animali. Ho pensato di rivolgermi a Striscia, che ha immediatamente accolto il mio appello. Speriamo che la Provincia ci ripensi. Questo non significa sottomettersi ad una volontà propria ma dimostrare apertura nei confronti di proposte diverse da quelle dell’abbattimento. Il direttore del Parco Safari di Ravenna si è nuovamente detto disponibile ad adottare i daini, mettendoli anche in quarantena per verificarne la salute. Una volta fatto questo, parte dei daini rimarrebbero lì, altri sarebbero destinati a parchi safari in Italia, come quello di Fasano, dove sarebbero adibite aree inaccessibili tutte per loro. Non è giusto che, per colpa dell’uomo, siano ancora una volta gli animali a pagare». (m.f.)

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