Lunedì 26 Settembre 2016 | 03:56

LA PROTESTA DELLA RICCI MURATORI

Genitori e figli in piazza: «Dateci le aule»

Un contratto in stile Vespa per Matteucci

 Genitori e figli in piazza: «Dateci le aule»

RAVENNA. Come una puntata di Porta a Porta. Senza Bruno Vespa, ma con un “contratto con i ravennati” consegnato a mano da un piccolo alunni della scuola elementare Ricci al sindaco. E’ stato il titolo di coda della protesta che ieri mattina prima ha colorato piazza del Popolo poi ha riempito come un uovo la sala del consiglio comunale. Il succo (già noto): genitori arrabbiati perché dal prossimo anno mancheranno le aule, l’atteso ampliamento ancora non è andato in porto e i bambini delle elementari dovranno mischiarsi con quelli delle medie. La risposta: «Entro Natale mi impegno a incontrarvi ancora e dirvi se riusciremo a stanziare i 2,5 milioni di euro per i lavori e i tempi esatti del bando». Firmato Fabrizio Matteucci, ieri costretto ad affrontare circa 200 genitori per niente teneri e pure imbufaliti per l’assenza dell’assessore alla scuola Ouidad Bakkali, impegnata in una puntata del suo tour elettorale (è in lizza per un posto da consigliere regionale nelle fila del Pd).

E questa volta mamme e papà in piazza hanno portato anche i figli. Un centinaio di alunni della scuola Ricci, impegnati in “trenini” e girotondi sotto le finestre degli amministratori. Tutti a tempo, guidati da trombette da stadio e fischietti, sotto gli striscioni e i cartelli agitati dai genitori. “Siamo così bravi che dalla prima elementare ci mandano alle medie”, sta scritto su un cartone. E intanto la gente urla: «Le tasse le paghiamo, le aule noi vogliamo». Un papà in parrucca si porta al collo una scritta: “Noi ci mettiamo i Ricci, Matteucci mettici i Muratori”, simpatico gioco di parole con il nome dell’istituto.

Poco dopo le 11 Matteucci scende in piazza, accompagnato dal direttore generale del Comune, Carlo Boattini. E’ un piccolo confronto non ufficiale con un gruppetto di genitori mentre gli altri continuano a saltare e urlare guardati a distanza da poliziotti e carabinieri con aria da libera uscita.

A mezzogiorno tutti dentro, nella sala del consiglio comunale, facendosi largo tra sposi e invitati che guardano quella carica un po’ straniti.

«E’ l’assessore dov’è?», urla una mamma pronta ala battaglia. «Quando la incontraste la Bakkali chiedeste dov’era il sindaco. Oggi sono qui io, il sindaco di tutti, vi confrontate con me», replica Matteucci.

A riassumere il disagio di centinaia di genitori è Gabriele Agostini. La premessa: «Spiace che Ravenna 2019 sia finita così, ma la cultura si inizia a inculcare dalla scuola». Poi la sostanza: «Gli impegni presi, di completare il secondo stralcio dei lavori, non sono stati mantenuti. Quindi vogliamo garanzie che la scuola sia finita in tempi ragionevoli».

Non a settembre 2015. Questo no. «Volete sapere quando sarà pronta, giusto. Per l’anno scolastico 2015/2016 non lo sarà. La soluzione “ponte” che abbiamo proposto non vi va bene - risponde Matteucci -. Entro Natale prometto di rincontrarvi con una proposta nuova. E vi dirò se avremo stanziato i 2,5 milioni necessari per i lavori e i tempi per il bando».

I genitori, che hanno pensato a tutto, mandano avanti il bimbo con il foglio in mano. Il testo: «Io sottoscritto Fabrizio Matteucci, sindaco della città di Ravenna, dichiaro pubblicamente di impegnarmi personalmente per far sì che venga portata a termine la costruzione del secondo stralcio ecc...»

Intanto la prendo, dice il sindaco, e ci rivediamo tra un mese.

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