Sabato 03 Dicembre 2016 | 16:38

AVEVA CENTO ANNI

Addio a Ines Morigi Berti, la signora del mosaico

Nel 1948 formò il gruppo dell'Accademia che restaurò le opere di San Vitale e Galla Placidia

Addio a Ines Morigi Berti, la signora del mosaico

RAVENNA. Si è spenta la “signora” del mosaico e la città intera la piange. Nell’anno del centesimo compleanno è scomparsa sabato notte Ines Morigi Berti, artista talentuosa, restauratrice esemplare, insegnante sensibile e molto amata. Una figura di donna artista che ha attraversato il Novecento formandosi all’Accademia di Belle arti cittadina per consegnare al nuovo millennio una grande produzione e un modello di vita. Una parabola umana e artistica che il vicesindaco Giannantonio Mingozzi vorrebbe testimoniata e racconta negli spazi appena restaurati di palazzo Rasponi dalla Teste.

La carriera. Nata nel 1914 in provincia di Udine, la Morigi Berti frequenta la scuola per il mosaico dell’Accademia sotto la guida di Gino Signorini e con un gruppo di allievi come Libera Musiano, Antonio Rocchi, Giuseppe Salietti, Eda Pratella e molti altri andrà a formare il Gruppo dei mosaicisti dell’Accademia nel 1948, prestando la propria opera per il restauro dei mosaici del battistero Neoniano, della basilica di San Vitale, del mausoleo di Galla Placidia e di Sant’Apollinare Nuovo. Ma già negli anni Trenta con Giuseppe Salietti realizzò per Mario Sironi il mosaico per il palazzo di Giustizia di Milano e per Achille Funi il mosaico per la Cariplo, sempre nel capoluogo lombardo. Fra il 1940 e 41 partecipò con altri alla realizzazione dei pannelli della Casa del Mutilato. Dal 1948 partecipa con il Gruppo mosaicisti alla creazione di alcune copie di mosaici ravennati per la grande mostra itinerante che, partendo da Parigi nel 1951, viaggerà per anni attraverso Egitto, Finlandia, America, Germania, Giappone, Inghilterra, Danimarca, e che Morigi Berti stessa seguirà. Schiva e silenziosa ha tessuto rapporti e collaborazioni con i grandi artisti del Novecento da Bracque, Mirò, Campigli e Balthus e ha plasmato generazioni di allievi all’Istituto statale d’arte Severini di Ravenna, molti dei quali sono oggi protagonisti della scena artistica nazionale. Un rapporto documentato nella mostra promossa da NiArt di Felice Nittolo, in corso a Chartres, sulla copiosa produzione di Ines Morigi Berti e su quella dei suoi allievi, da Giuliano Babini a Marco De Luca, Marcello Landi, Paolo Racagni, Luciana Notturni per citarne alcuni. La mostra conclude la lunga rassegna avviata in primavera in occasione del centesimo compleanno dell’artista.

Il cordoglio. Numerosi in queste ore i messaggi di condoglianze alla famiglia, dal sindaco Fabrizio Matteucci all’assessore alla cultura Ouidad Bakkali. «C’è tanta tristezza nei nostri cuori: con lei perdiamo una donna straordinaria e una grandissima artista. Autrice di opere raffinate e piene di poesia, Ines Morigi Berti è stata per decenni una delle esponenti di spicco di quest’arte antica e ambasciatrice del mosaico di Ravenna nel mondo. Lo scorso aprile tutta la città coralmente, grazie allo stimolo dell’associazione NiArt, ha celebrato il centesimo compleanno dell’Artista Morigi Berti attraverso mostre, incontri che hanno coinvolto e reso possibile a tanti ravennati e non di conoscere le sue opere e la sua storia. Solo la bellezza dei suoi lavori potrà colmare il vuoto lasciato dalla sua scomparsa».

Un apprezzamento condiviso anche dal presidente della camera di commercio Natalino Gigante che ricorda con orgoglio l’opera realizzata da Ines Morigi Berti nel 1956, su cartone di Antonio Rocchi, nella sede della Camera di commercio. Infine il vicesindaco Giannantonio Mingozzi che ricorda l’artista e auspica che una parte del restaurato palazzo Rasponi possa accogliere e documentare le opere dell’artista e di altri protagonisti della scena ravennate del secondo Novecento, da Giulio Guberti a Giuseppe Maestri, da Antonio Rocchi a Renato Signorini fino a Giannantonio Bucci, Augusto Bartolotti. (c.b.)

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