Giovedì 29 Settembre 2016 | 13:50

INVITO DI RENZI

Bartolotti dà lezione alla Leopolda

L'imprenditore della Micoperi alla convention fiorentina

Bartolotti dà lezione alla Leopolda

RAVENNA. Uno ha raddrizzato la Concordia, l’altro dovrebbe raddrizzare l’Italia. Affinità che hanno reso quasi inevitabile l’invito alla Leopolda per Silvio Bartolotti. L’imprenditore ravennate, fondatore della Micoperi, è stato infatti uno dei personaggi italiani invitati dallo staff del premier a parlare alla convention fiorentina che quest’anno ha avuto come sotto titolo ‘Il futuro è solo l’inizio’.

Un intervento semplice e diretto quello di Bortolotti che non ha tradito né le attese né il personaggio, ormai di fama mondiale dopo le operazioni del Giglio.

Le parole dell’imprenditore ravennate sono state precedute proprio da un suggestivo filmato sul recupero della Costa Concordia. Bartolotti nel suo intervento ha ribadito l’orgoglio della sua azienda «di operare in ogni parte del mondo con navi italiane, equipaggi italiani, bandiera italiana. Siamo orgogliosi di portare il nome dell’Italia a livello internazionale».

«Per troppo tempo - ha detto Bartolotti a una platea attenta - ci siamo ubriacati di benessere e così abbiamo perso la strada di casa. Creare lavoro vuol dire sacrificio per tutti. Quando assumo una persona contraggo un obbligo verso la sua famiglia, i suoi parenti, i suoi amici. Un posto di lavoro ha un valore sociale immenso. Per questo non applaudo quegli imprenditori che vanno a produrre all’estero. Una filosofia che non ho mai voluto seguire. Al contrario è il momento di ridare fiducia a quegli imprenditori italiani che credono nel loro Paese, che vi investono e creano lavoro. Abbiamo circa 2000 dipendenti - ha poi spiegato l’ad ravennate - ma soprattutto è la squadra che siamo riusciti a mettere assieme in tanti anni di lavoro che è riuscita in quell’opera di ingegneria che ha portato al recupero della Concordia. Il giorno in cui quella nave si è staccata dal Giglio ho visto piangere di commozione i nostri tecnici, gli abitanti dell’isola, ma ho saputo che anche tanta gente aveva le lacrime agli occhi davanti alla televisione».

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