Sabato 10 Dicembre 2016 | 19:30

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TORNA L'ALLARME SULLE SPIAGGE

Tre tartarughe e un delfino morti

«Ma è presto per parlare di moria»

 Tre tartarughe e un delfino morti

RAVENNA. Torna sui lidi ravennati lo spettro della moria di tartarughe. Dopo la strage dell’anno scorso, con oltre 140 carcasse rinvenute sulle spiagge tra Porto Garibaldi, Ravenna e Rimini, il fenomeno sembra infatti riproporsi. Nella mattinata di ieri la Guardia costiera ausiliaria ha rinvenuto un delfino ed una tartaruga morti a Marina di Ravenna, rispettivamente all’altezza del bagno Toto e del bagno White Beach. Il delfino è un esemplare di Tursiops trulcatus, di circa 2 metri di lunghezza, mentre la tartaruga è una comune Caretta caretta, di circa 55 centimetri, in avanzato stato di decomposizione. Altri due esemplari di tartarughe marine sono stati poi ritrovati nel pomeriggio anche sull’arenile di Marina Romea e Porto Corsini; una tartaruga e un delfino sono stati rinvenuti anche a Riccione. E’ quindi scattato il campanello di allarme, anche se è presto per parlare di emergenza. « Questi ritrovamenti rientrano nella media stagionale - spiega Stefano Lombardi, un volontario della Guardia costiera ausiliaria chiamato sul posto dalla Fondazione Cetacea -. Rispetto all’anno scorso il fenomeno si è attenuato, con ritrovamenti di animali morti solo dopo le mareggiate». Lo stato di avanzata decomposizione delle carcasse, rende pressoché impossibile accertare le cause della morte, anche se forse sarà possibile effettuare un esame necroscopico sulla tartaruga ritrovata a Marina di Ravenna. «Nelle prossime settimane l’andamento meteo potrebbe influire sul numero dei ritrovamenti - prosegue Lombardi -. L’eventuale forte escursione termica tra un autunno mite ed un improvviso abbassamento delle temperature invernali potrebbe creare una condizione di spaesamento in questi animali, impedendo loro di trovare la giusta rotta verso acque più calde». Nel dramma, una nota “positiva” viene dal ritrovamento del delfino morto, che comunque testimonia il ritorno di questi cetacei nelle nostre acque. «Ci sono pescatori che hanno avvistato una decina di esemplari ad oltre venti miglia dalla nostra costa - conferma Lombardi -. Il loro ritorno sta a significare che il nostro mare è in buona salute e che si sta ripopolando di pesci». (s.l.)

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