Giovedì 08 Dicembre 2016 | 05:00

PAZIENTE PSICHIATRICO CON UN ARSENALE IN CASA

Perseguita e minaccia i vicini di casa e si denuda davanti alle loro figlie minorenni

In una escalation di rabbia era arrivato a lanciare oggetti dalla finestra, fra i quali un televisore

Perseguita e minaccia i vicini di casa e  si denuda davanti alle loro figlie minorenni

FAENZA. In una escalation di conflittualità che, verosimilmente, provvedeva da sè ad alimentare, si è beccato dai suoi vicini - con figli minorenni - una sequela di querele per atti persecutori, violenza privata, minacce ed altro. Fino a spingersi un giorno, a lanciare dalla finestra un televisore 32 pollici e a denudarsi davanti agli esterrefatti residenti della casa confinante, alla presenza delle figlie minori.

Un’escalation di violenza e delirio dal luglio scorso - da parte di un uomo in cura ai servizi psichiatrici locali - che ha indotto gli uomini del commissariato di Faenza a perquisire l’abitazione del vicino molesto. Un’azione che potrebbe aver evitato conseguenze ben più pesanti della deriva persecutoria manifestata dall’uomo: in casa gli agenti hanno infatti trovato armi da fuoco e sciabole, ereditate dal padre e mai denunciate.

Secondo quanto ricostruito dalla polizia, la vicenda ha inizio un paio di anni fa, quando la famiglia acquista una porzione di un immobile confinante con un’altra proprietà e vi si trasferisce. La convivenza con il vicino di casa appare da subito problematica, ma rapidamente gli episodi di molestie e minacce messi in atto dal vicino, senza nessun apparente motivo fondato, si ripetono con sempre maggiore frequenza. Di qui la preoccupazione dei nuovi proprietari, vista anche la presenza di minori nei confronti dei quali, senza fare distinzioni, il vicino si scaglia verbalmente in modo sconsiderato.

Dalle denunce partono gli accertamenti da parte del personale del Commissariato: ne emerge che la condizione dell’uomo è nota al Centro di Salute mentale di Faenza. Non solo: a suo carico anche precedenti di polizia per lesioni personali, molestie, ingiurie e disturbo alle persone. I poliziotti chiedono allora ai medici specialisti una rivalutazione del quadro clinico dell’uomo. Quel che ne scaturisce non è rassicurante: durante un colloquio clinico, l’uomo manifesta la volontà di uccidersi utilizzando un’arma da fuoco, rifiutandosi di rivelare l’eventuale possesso di pistole o fucili.

Supportati dagli stessi specialisti, quindi, i poliziotti contattano l’uomo, convincendolo della necessità di effettuare un controllo all’interno della sua abitazione. I timori si rivelano fondati: gli agenti trovano un fucile da caccia appoggiato sopra un mobile, alcune munizioni e due sciabole, oltre a un fucile ad aria compressa - fornito di munizioni - appoggiato dietro la porta d’ingresso. Tutte armi detenute dal padre deceduto dieci anni fa, mai denunciate alla polizia.

L’uomo è stato quindi affidato alle cure dei medici e sottoposto ad accertamento sanitario obbligatorio, anche alla luce delle denunce a suo carico. E’ stato inoltre denunciato per omessa denuncia di armi, con sequestro immediato dei fucili e delle sciabole rinvenute.

 

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