Lunedì 26 Settembre 2016 | 21:00

POMERIGGIO DI TERRORE

Esplode una conduttura: inferno di fuoco

Esplode una conduttura: inferno di fuoco

RAVENNA. L’intervento era praticamente finito. Mancavano da effettuare le ultime saldature poi gli allacciamenti delle utenze alla nuova linea del gas sarebbero stati completati e il cantiere, allestito nel luglio scorso, sarebbe stato smantellato. Ma qualcosa durante la fase conclusiva dei lavori di potenziamento del collettore (affidati da Hera alla Betoncat) è andato storto e all’improvviso si è scatenato l’inferno.

Prima un botto, «come se si fosse trattato di un grosso fuoco d’artificio» racconta un residente affacciatosi la prima volta. Poi, qualche minuto dopo, un vero e proprio boato - avvertito distintamente a chilometri di distanza - e una gigantesca fiammata. Una colonna di fuoco vivo, alimentato dal gas presente nella conduttura, che per ore ha tenuto impegnati gli uomini del 115 e illuminato a giorno l’area anche dopo l’imbrunire.

Un incidente, quello avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri a cavallo delle 18 a poche decine di metri dall’incrocio tra via Sant’Alberto e via Cilla, che ha innescato una potente onda d’urto, facendo cadere oggetti dagli scaffali nelle abitazioni vicine, una delle quali evacuata (anche se altri cittadini nella zona hanno preferito trascorrere la notte da parenti o amici), e gettando nel panico quanti si trovavano nei paraggi, compresi i bambini e le mamme che stava trascorrendo il pomeriggio nel parco vicino.

Solo per una mera casualità il bilancio non è stato drammatico. Due i feriti, nessuno dei quali fortunatamente in pericolo di vita: un operaio marocchino che ha riportato ustioni a braccia e gambe (trasportato al centro specializzato del Bufalini di Cesena è stato giudicato guaribile in una ventina di giorni) e un 40enne che con grande senso civico si era mobilitato deviando il traffico per impedire alle auto e ai passanti di procedere oltre. Raggiunto da frammenti metallici prodotti dalla deflagrazione (alcuni dei quali, anche di grandi dimensioni, sono schizzati ad oltre duecento metri di distanza), l’uomo, colpito alla gamba da una scheggia, se la dovrebbe cavare in 35 giorni. Danneggiate dalla pioggia di detriti anche alcune auto.

La presenza a ridosso del rogo di un distributore di carburante ha contribuito ad allarmare ulteriormente i residenti. Il gestore, a scopo precauzionale, ha chiuso in anticipo l’impianto, dove peraltro nessuno sarebbe più potuto passare visto che l’intera zona è stata transennata e il traffico deviato. Mobilitate tutte le forze dell’ordine, polizia, carabinieri e municipale, oltre ovviamente ai vigili del fuoco che hanno tenuto sotto controllo la situazione e al personale del 118 intervenuto per soccorrere i feriti. Sul posto anche il sindaco Fabrizio Matteucci, accorso appena appresa la notizia dell’accaduto, ricevuta praticamente in tempo reale dall’assessore Ouidad Bakkali che si trovava a transitare lungo quella strada quando c’è stata la fiammata.

A lungo i pompieri hanno lavorato per raffreddare i muri delle abitazioni a ridosso dell’incendio e le fronde degli alberi per impedire alle fiamme di espandersi, mentre si cercava di interrompere l’alimentazione del gas all’interno della condotta. Un’operazione delicata che ha richiesto un paio d’ore d’intervento, dal momento che una chiusura repentina delle valvole avrebbe potuto innescare un ritorno di fiamma all’interno della conduttura stessa, col rischio di danneggiare l’intera struttura lasciando senza approvvigionamento le utenze servite dalla linea.

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