Sabato 10 Dicembre 2016 | 13:41

PUNTA MARINA

Buche sulla sabbia

Buche sulla sabbia

RAVENNA. Basta il mare arrabbiato di una notte per fare della sua spiaggia una groviera. Voragini profonde fino a un metro al cui interno si riuscirebbero a infilare interi lettini. E solo tra l’estate scorsa e quest’anno, venti metri di battigia se ne sono andati. «Altro che pienone di Ferragosto, qui il mare mi mangia la concessione», lo sfogo del bagnino.

I crateri a riva. Gli strani buchi, dopo il mare grosso e le onde arrabbiate, si formano solo sulla battigia del bagno Kiribati, a Punta Marina. Lì, basta che il livello dell’acqua si alzi di venti centimetri perché la sabbia sparisca da sotto i piedi. «Quest’anno, è la sesta volta che devo intervenire, e ogni volta la spiaggia diminuisce», allarga le braccia Tommaso Tibaldi. Ma intervenire manualmente non si può: per riempire le buche, non basta una carriola. E così, ogni volta, Tommaso deve chiamare le ruspe, le stesse che assestano la battigia a inizio stagione. «E ogni volta sono circa 150 euro - spiega -. Devo farlo per forza perché la sabbia non si riassesta da sola, e poi il solo pensiero che ci cada qualcuno dentro... Sono profonde anche un metro: basterebbe un piede in fallo per rompersi una gamba. Quindi, ogni volta che fa brutto tempo, mi alzo alle 4 del mattino e una volta sì e l’altra pure devo chiamare le ruspe per mettere a posto, prima che arrivino i clienti».

La subsidenza. Già, ma cos’è che crea un simile fenomeno? «Credo che le ragioni siano diverse: il brutto tempo prima di tutto, che quest’anno ci ha fatto dannare. Poi, il naturale abbassamento della terra, la sabbia che in quel punto è per lo più di riporto, e poi un giro di correnti particolari che si crea solo qui di fronte al mio bagno: con gli scogli su un lato e lo scirocco, si crea una sorta di mulinello». La subsidenza è problema greve anche a Punta Marina: lì, secondo i dati dell’Arpa, tra il 1984 e il 2011, la terra si è abbassata di ben 29 centimetri, e continua a farlo di circa un centimetro ogni anno. Ma la posizione del Kiribati è più sfortunata di altre.

La sabbia riportata. «Tra lo scorso anno e l’inizio di questa stagione, ho calcolato 20 metri di spiaggia in meno: pago la concessione per un pezzo di arenile che non ho più - solleva le spalle Tibaldi -. File di ombrelloni, non le ho perse, ma solo perché le ho strette tra di loro e fatte indietreggiare di sei metri. In compenso, ho ridotto a uno i campi di racchettoni, tra le proteste dei clienti». Contro la perdita di battigia, a inizio anno, solo quella zona è stata rinforzata con un carico di sabbia. «Ma adesso la corrente me la risucchia da sotto e la porta più in là», si arrabbia il bagnino. D’altronde, a ben guardare il Kiribati, si nota come in corrispondenza del bagno si sia formata una sorta di insenatura. «Nel mio mare, basta camminare tre metri per avere l’acqua al bacino: dai miei vicini, bisogna camminarne trenta per farsi un bagno - scuote il capo il bagnino -. Insomma, già c’è la crisi. Poi mi devo pur sentir dire che a Ferragosto c’era il tutto esaurito. Qui, abbiamo gli ombrelloni in acqua e dei crateri che rendono inagibile e pericolosa la riva...».

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