Domenica 25 Settembre 2016 | 00:34

DAI FASTI ALL'ABBANDONO

Così i palazzi del centro rischiano il degrado

I progetti ci sono ma mancano soldi e investitori

Così i palazzi del centro rischiano il degrado
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RAVENNA. L’albergo extralusso nell’ex palazzo dell’Enel, il campus universitario nella vecchia caserma di via Nino Bixio, o quel camminamento segreto che dal Battistero degli Ariani porta a via di Roma: tanti i progetti per provare a far rivivere quella parte di centro storico abbandonato, ma tra le tante bellezze lasciate deperire, molte sono private e i soldi per vendere o riqualificare non ci sono.

Sono almeno una decina i palazzi che, in pieno centro, sarebbero da riqualificare o da riutilizzare e che oggi sono di fatto abbandonati. Per molti di loro, ci sono tavoli aperti e progetti già scritti, ma le disponibilità finanziarie mancano. E il Comune, che di bellezze ne ha da vendere, fatica a piazzare sul mercato le sue, e prova a fatica a riutilizzare quelle sue, ad oggi non occupate.

Basta una passeggiata nel centro cittadino per stilare una mappa geografica del “farò”. L’ha fatta il consigliere territoriale del centro del M5S Matteo Contessi che alla fine ragiona: no ai nuovi uffici comunali fuori dal centro, il posto c’è.

Vediamo. C’è il palazzetto dell’ex Anagrafe: è di proprietà di Palazzo Merlato e rientra nella famosa lista stilata per riuscire a recuperare ricchezza. Tradotto: cercano di venderlo ma non ce la fanno. «Abbiamo già fatto un bando che però non ha avuto esito - spiega il vicesindaco Giannantonio Mingozzi -, eppure lì, ci verrebbe bene un albergo». Ma ad un albergo, ma dagli spazi enormi, ha già pensato Micoperi come futura destinazione del palazzo Enel, in via Ferruzzi.

Palazzo Merlato ha invece provato a chiedere conto a Roma sulla sede di Bankitalia, ormai abbandonata. «Ci hanno detto che era a disposizione dell’istituto che ha una marcata autonomia a riguardo - ricorda Mingozzi -: pensavamo non tanto alla parte residenziale, ma a quella degli uffici e del caveau; potrebbero essere reinseriti nella vita cittadina, ma non ho visto tanto interesse a riguardo». Anche su palazzo dell’ex Sip (via Gioacchino Rasponi, 22), poco da fare: Telecom sembrava disposta all’alienazione, ma ancora nulla è accaduto. C’è il palazzo della Cattolica, in via Diaz, ma anche su questo nessun progetto: «Credo sia stato acquistato da privati, ma non so cosa ci faranno», taglia corto Mingozzi.

C’è il prezioso Palazzo Calcestruzzi di via Guerrini, vecchia sede degli uffici di Gardini, ancora zeppo di arredi: ora è del gruppo Tozzi che ne sta studiando una nuova destinazione; Palazzo Merlato ha proposto alla holding di creare lo spazio per un campus universitario visti anche i parcheggi sotterranei, ma le trattative sono ferme. Nella sala Italia di via Cairoli è già stato eseguito un intervento di recupero per quanto riguarda la parte che si affaccia su piazzetta Unità d’Italia: mentre per la parte più vecchia, al momento, non ci sono progetti in esecuzione.

Lavori in corso anche all’ex Amga, su via Venezia: «E’ già stata demolita una parte mentre per un’altra la struttura verrà mantenuta», spiega ancora il vicesindaco. Ma lui, Mengozzi, un sogno ce l’ha: è la zona attorno al Battistero degli Ariani. «La piazza è già stata riqualificata, ma per riuscire a visitare la parte sul retro del battistero, bisognerebbe passare per il cortile interno di una palazzina - dice -: sono in corso delle trattative, ma non facili». Eppure, se quella zona fosse aperta al pubblico, si aprirebbe lo sguardo anche su una parte nascosta della città che in pochi conoscono. «Si tratta di un camminamento antico che da lì porta fino a via di Roma: aprirlo, diverrebbe un’occasione prestigiosissima per la città». Ma è impossibile dimenticare che, prima ancora, esistono bellezze, in piena vista, completamente dimenticate. «Penso alla Torre Civica: riusare l’interno è impossibile, ma sarebbe tanto se solo già riuscissimo a metterla a posto fuori, per una questione di decoro. Possiamo farcela».

 

 

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