Domenica 25 Settembre 2016 | 22:47

IL FUTURO DELLA TRADIZIONE

Capanni, maratona in consiglio per le nuove regole

E ancora non è chiaro quali saranno a salvarsi. Ci sono 160 osservazioni da votare

 Capanni, maratona in consiglio per le nuove regole

RAVENNA. Basteranno le foto, dagli anni ’30 del secolo scorso ad oggi, per salvare i capanni non aventi titolo? La decisione spetta ora al Consiglio comunale che in una maratona di due giorni, il 31 luglio e il 1° agosto prossimi, dovrà approvare il nuovo Regolamento dei capanni da pesca e da caccia. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo consiliari che si è riunita giovedì, anche in assenza dei rappresentanti di Fi, Ncd e M5s insorti contro il fitto calendario di commissioni e consigli nel mese di luglio. Il documento, che dovrà decidere una volta per tutte dimensioni e materiali dei manufatti, anche di quelli provvisti di regolare concessione, e che nel caso dovranno provvedere ad adeguarsi, è stato presentato oltre un anno fa, lo ricordiamo, dall’assessore comunale all’ambiente Guido Guerrieri. Dopo un primo via libera dal Palazzo, è passato al vaglio di ben 12 commissioni Ambiente per l’esame delle osservazioni presentate da associazioni e forze politiche. Ora queste osservazioni, sono 160, dovranno essere votate una ad una dal consiglio comunale, a partire dalle 14 di giovedì prossimo (la seduta riprenderà il giorno successivo alle 10).

La discussione è prevista solo per gli emendamenti che i consiglieri comunali presenteranno alle controdeduzioni degli uffici tecnici del Comune. Come ad esempio, l’emendamento del consigliere Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna) sulla metratura dei capanni da riqualificare; e quella sulla cosiddetta storicità dei manufatti non aventi titolo del consigliere Paolo Guerra (Lega Nord), che già aveva affrontato la questione nella commissione che si è riunita lo scorso 7 maggio. «Nel mio emendamento chiederò che vengano ammessi i manufatti antecedenti al 1967, quando ancora non era prevista alcuna concessione edilizia; e che si valuti caso per caso per i manufatti tra il 1967 ed il 1975 sulla base dei documenti fotografici che sono state raccolte».

Intanto cresce l’attesa fra i capannisti, che hanno seguito con molta attenzione il passaggio del Regolamento nelle commissioni. «Abbiamo partecipato ad ogni commissione - commenta Giuseppe Benini, rappresentante dei capannisti - ed il sentore di una certa disponibilità da parte dell’Amministrazione lo abbiamo sentito, ma di fatto non abbiamo avuto alcun riscontro scritto rispetto agli emendamenti presentati. Ad oggi non è stata ancora diffusa una bozza finale del Regolamento, anche se avremmo preferito arrivare in consiglio con degli emendamenti già recepiti. Per noi il 1975, anno del primo Regolamento comunale, resta uno spartiacque per i manufatti non aventi titolo, se non qualche pezzo di carta e documenti fotografici, che spero possano essere utilizzati per la loro messa a norma e riqualificazione. Mentre i capanni concessionati, quelli sono e quelli devono restare, fermo restando i necessari interventi di riqualificazione».

Il testo con l’elenco delle osservazioni discusse negli ultimi mese è già stato predisposto dagli uffici comunali, replica Guerrieri e su queste dovrà esprimersi il consiglio a fine mese. «Alcune sono state accolte nel documento - spiega -, altre hanno richiesto delle modifiche o non sono state accolte». Per quanto riguarda il criterio di storicità, Guerrieri ribadisce che si tratta di un falso problema: «Per i capanni sorti prima della legge sulle licenze edilizie del 1967 non ci sono problemi, per quelli successivi si tratta di vedere se rispettano i vincoli paesaggistici, di epoche diverse, che insistono sulle diverse zone. La storicità non esenta dal rispetto di questi requisiti».

 

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