Venerdì 30 Settembre 2016 | 00:06

L'INFERNO IN CASA

Va in questura a denunciare la moglie e finisce in manette per maltrattamenti

La donna era già arrivata prima di lui, sanguinante in volto e col naso rotto. Quando si è presentato gli hanno notificato l'ordinanza cautelare

 Va in questura a denunciare la moglie e finisce in manette per maltrattamenti

RAVENNA. Si è presentato in questura con l’intenzione di denunciare la moglie che, a suo dire, lo aveva aggredito. Ne è uscito in manette, diretto in tribunale dove il Gip Piervittorio Farinella ha convalidato l’arresto per maltrattamenti disponendo i domiciliari.

Protagonista un 30enne di nazionalità marocchina, sposato con una coetanea e padre di due figli. E’ stata proprio la donna, che da dieci anni vive in Italia con lui, a rivolgersi giovedì pomeriggio alla polizia. Quando è arrivata negli uffici di via Berlinguer aveva ancora il volto sanguinante e ha raccontato di essere stata picchiata in casa durante una lite. L’hanno accompagnata in ospedale dove i medici le hanno riscontrato una frattura del setto nasale dimettendola con una prognosi di 20 giorni. Poi la donna ha ripreso il suo racconto facendo emergere un quadro di violenze domestiche continue (a carico del 30enne c’è anche una denuncia che risale al 2003). Botte e umiliazioni nonostante la presenza dei bambini. Quella di giovedì insomma sarebbe stata solo l’ultima di tante sfuriate del compagno finita purtroppo malamente.

E’ stato a quel punto, quando ormai la donna aveva finito il suo sfogo, che anche il marito, nella serata di giovedì, è arrivato in questura chiedendo di parlare con un agente per formalizzare una denuncia ai danni della moglie e mostrando alcuni graffi sul corpo frutto probabilmente del tentativo della 30enne di difendersi durante la lite. Ma prima che continuasse la sua storia gli agenti gli hanno notificato il provvedimento di custodia cautelare che nel frattempo aveva firmato il pm Angela Scorza con l’accusa di maltrattamenti aggravati dai futili motivi.

Venerdì il Gip ha convalidato l’arresto riservandosi però una decisione sulla misura restrittiva. L’ha sciolta sabato disponendo gli arresti domiciliari che ora il 30enne immigrato dovrà trascorrere a casa della sorella in attesa del processo.

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