Mercoledì 07 Dicembre 2016 | 23:16

INCHIESTA CHOC

Sesso e spaccio di droga tra minorenni: 25 indagati

Trema la Ravenna bene. Indagine dei carabinieri nel mondo dei minori

Sesso e spaccio di droga tra minorenni: 25 indagati

RAVENNA. Diciotto indagati per spaccio e 25 per detenzione, produzione e persino vendita di video pedopornografici. Sono tutti minorenni e in gran parte di buona famiglia i protagonisti di un’indagine dai risvolti scioccanti condotta in gran segreto dai carabinieri e coordinata dal pm Flavio Lazzarini della Procura dei Minori di Bologna.

I video erano girati tra amici e riprendevano ragazze e ragazzi durante rapporti sessuali consenzienti, alcuni - stando all’accusa - non si limitavano però a vederseli in privato, ma li facevano circolare come discutibili trofei adolescenziali e in qualche caso li mettevano in vendita. Scioccanti persino le tariffe: due o tre euro per pochi secondi di sesso esplicito.

L’inchiesta è partita circa tre mesi fa e ora è arrivata alle battute finali dopo che nei giorni scorsi molti dei ragazzini coinvolti sono stati interrogati alla presenza dei loro avvocati difensori.

Il giro di spaccio. Tutto era cominciato grazie a un’intuizione investigativa dei carabinieri della Stazione di Marina di Ravenna che avevano raccolto diverse segnalazioni su un ragazzo (residente sul litorale) sul quale si addensavano sospetti di aver allacciato una fitta rete di spaccio tra gli studenti di più istituti ravennati. Le fonti degli investigatori - rivelatesi attendibili - riferivano di un possibile giro di droga (hashish e marijuana) gestito tramite cellulare, ma non con chiamate o classici messaggi sms, bensì attraverso Whatsapp, applicazione per smartphone che oltre ad avere il pregio di rendere i messaggi gratuiti ha anche la caratteristica di non essere intercettabile.

Minorenni anche i clienti. Dopo poco i carabinieri hanno capito che in realtà il ragazzo sospettato non era l’unico ad “arrotondare” in quel modo. Con lui collaboravano anche altri giovani, in tutto diciotto persone: figli di immigrati di terza generazione, ma anche famiglie ravennati di buon livello economico.

Stando a quanto appurato finora dai carabinieri sembra che il presunto “leader” (anche lui minorenne, seppur più grande rispetto agli altri) riuscisse a rifornire chi stava sotto di lui anche grazie a una piccola coltivazione domestica. E minori erano purtroppo anche i clienti del gruppetto finito sotto indagine. I ragazzi ricevevano prenotazioni e poi si incontravano per le consegne. Consegne da dieci euro al massimo, ma che avvenivano con una frequenza impressionante.

Un solo dato aiuta ad avere l’idea del giro di droga emerso e di quanto sia ormai diffuso il consumo anche tra i minori di questa città: sessanta sono stati i ragazzini non ancora diciottenni segnalati in Prefettura in questi mesi come assuntori di stupefacenti. Si tratta di ragazzi nati tra il 1998 e persino il 2000.

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