Martedì 27 Settembre 2016 | 15:48

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LA TRAGEDIA DELLE SALINE

Ha lottato per salvare il nipote ma è rimasto impigliato

Ha lottato per salvare il nipote ma è rimasto impigliato

L'ambulanza giunta sul posto ma non c'era più niente da fare

RAVENNA. Nessun malore, sono morti annegati tutti e due: sia nonno Renzo che il piccolo Thomas, inghiottiti dal destino e dall’acqua limacciosa e torbida delle saline di Cervie.

Uno stagnetto che a vederlo sembra essere innocuo; profondo - si fa per dire - in alcuni punti un metro e mezzo e in altri appena 50 centimetri.

Come sia andata veramente venerdì mattina verso le 9,30 resterà per sempre un mistero, perché questa tragedia non ha testimoni ma solo vittime. Eppure, muovendosi nel campo delle ipotesi, ce n’è sicuramente una che sembra molto più probabile di tutte le altre. Almeno a giudicare da quei pochi elementi certi in mano agli inquirenti, diretti in questi ore dal pm di turno Cristina D’Aniello che ieri mattina ha dato il nulla osta per i funerali ritenendo superfluo a fini investigativi eseguire le due autopsie.

Anche il secondo medico legale, la dottoressa Donatella Fedeli, ieri mattina ha infatti confermato al termine della sua ispezione cadaverica che la causa della morte è quella di asfissia per annegamento.

Il primo a cadere in acqua dovrebbe essere stato proprio Thomas. Poi, per salvarlo, nello stagno si è gettato anche il nonno Lorenzo Ferri, 76 anni ben portati, ma pur sempre un uomo di una certa età. Una dinamica che gli inquirenti deducono dal fatto che sul corpo del bambino non ci sono segni di ferite, mentre su quello del nonno ci sono abrasioni sulle braccia che si sarebbe procurato mentre tentava di tirare fuori dall’acqua il suo amato nipotino. Nonno Renzo ha lottato con tutte le sue forze, ha cercato di aggrapparsi a tutto, compreso il cemento fino a soccombere anche lui. Può succedere anche in un metro e mezzo di acqua, soprattutto se hai una certa età e se lo choc di una tragedia assurda che ti si materializza davanti ti blocca i pensieri e ti manda in panico.

Ma c’è un altro dettaglio che aumenta l’angoscia e conferma il fatto che il destino si sia accanito: i soccorritori hanno ritrovato il pantalone del nonno impigliato in un ferro che spuntava dal fondale. Forse anche questo gli ha impedito di salvare Thomas, che è stato ritrovato a una decina di metri di distanza da lui. Nonno e nipote, legatissimi, erano usciti poco dopo le 8 di venerdì mattina in bicicletta. La tragedia è avvenuta verso le 9,30. Poi verso le 12 il padre Denis Moschini e la mamma Floriana angosciati da quel ritardo avevano chiamato i carabinieri. Mezzora più tardi è stato il padre a fare la tragica scoperta.

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