Venerdì 09 Dicembre 2016 | 02:53

TERRORE NEL LUGHESE

Accoltella la moglie e minaccia di farsi esplodere

Si arrende ai carabinieri dopo ore di trattative

Accoltella la moglie e minaccia di farsi esplodere

I carabinieri sul posto

RAVENNA. Una lite, un diverbio che probabilmente non ha cause specifiche dal momento che a innescare la scintilla, più dell’argomento di discussione, sembra sia stato lo stato di salute alterato dell’uomo, affetto da Alzheimer. Poi l’aggressione alla moglie 75enne, colpita al volto con le mani e ferita tra guancia e collo con alcune coltellate, prima di appiccare fuoco al capanno dove era parcheggiata l’auto e di barricarsi in casa minacciando di farsi saltare in aria.

Se non fosse per il clamore suscitato sarebbe probabilmente uno dei frequenti fatti di cronaca destinati a restare confinati tra le mura domestiche. Ma la piega presa dagli eventi, è stata amplificata al punto da non poter far passare inosservata la vicenda avvenuta nella mattinata di ieri a San Lorenzo di Lugo.

Balle di fieno già pronte e campi ancora da mietere, frutteti e filari con i grappoli di uva in maturazione e mais a perdita d’occhio ad altezza d’uomo mentre di tanto si sentono i rumori dei trattori in azione. Un contesto idilliaco, con la campagna che mostra il suo volto migliore, sconvolto dall’improvviso sopraggiungere di sirene e lampeggianti diretti alla casa della coppia. I coniugi - con due figli ormai adulti che spesso andavano a trovarli - erano rientrati da pochi giorni dalla montagna. Due persone tranquille come tutti, vicini e conoscenti, li hanno dipinti. Nessuno screzio particolare, anche se l’insorgere della malattia aveva in qualche modo influito sulla quotidianità familiare. Sembra infatti che in passato qualche segnale l’uomo lo avesse dato, ma nulla che i familiari, sempre molto presenti, avessero interpretato come avvisaglie di un potenziale pericolo.

L’allarme scatta verso le 9 quando un 39enne della zona si reca nei campi vicino alla casa per attivare il motore dell’irrigazione. Mentre ripercorre la carraia che conduce alla strada, all’improvviso si imbatte nella donna, riversa a terra e sanguinante. Immediatamente allerta i soccorsi mentre la signora, rimasta comunque cosciente, racconta di essere stata ferita dal marito durante un raptus; si preoccupa del gatto e spiega di temere che l’uomo mandi tutto all’aria. Cosa che avviene in parte quando il marito, un 77enne ex dipendente pubblico, appicca fuoco al caseggiato attiguo all’abitazione dove erano sistemati vari attrezzi e dove, sotto una veranda, era parcheggiata l’auto.

Nel frattempo vengono allertati i soccorsi e l’uomo si barrica in casa con un accendino da barbecue e l’arma usata contro la moglie, un coltello da cucina. Sul posto convergono le ambulanze del 118, i mezzi del vigili del fuoco (che in poco tempo spengono il rogo che ha provocato danni ingenti; la vettura è infatti andata completamente distrutta così come il proservizio, dichiarato inagibile) oltre al dirigente della Squadra mobile Nicola Gallo e ai carabinieri, compreso il comandante provinciale dell’Arma, Guido De Masi che segue in prima persona l’evolversi della situazione. Del fatto viene anche informato il magistrato di turno, il sostituto procuratore Lucrezia Ciriello.

La moglie viene portata d’urgenza all’ospedale (ricoverata inizialmente in via prudenziale in prognosi riservata, non avrebbe riportato lesioni gravi) mentre inizia un’estenuante trattativa con il marito. L’anziano si è infatti asserragliato in casa, minacciando di far esplodere l’abitazione con delle bombole del gas. Bombole che, si saprà solo in un secondo momento, non c’erano.

Di fronte ad un dramma umano, le forze dell’ordine utilizzano il dialogo. All’inizio l’uomo si ritrae, rifiutando le trattative e rintanandosi in casa, un’abitazione con parecchie stanze molte delle quali sembra con porte blindate. Poi a poco a poco i carabinieri vincono la sua diffidenza. Attorno alle 11 l’anziano lascia cadere il coltello. Il negoziatore, un maresciallo del Reparto operativo, lo convince a farsi aprire e a far entrare medici e infermieri che lo visitano. Il pensionato si calma e si consegna ai carabinieri prima di essere accompagnato a sua volta all’ospedale dove per ora resterà in regime domiciliare.

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