Sabato 03 Dicembre 2016 | 05:35

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LA TRAGEDIA DI SAVIO

Morì nel sottopasso allagato, chiesto il processo

Sotto accusa la mancata manutenzione. Udienza preliminare per due tecnici comunali

Morì nel sottopasso allagato, chiesto il processo

RAVENNA. E’ stata fissata per la fine di settembre l’udienza preliminare relativa alla tragedia del sottopasso di Savio per la quale il sostituto procuratore Isabella Cavallari ha chiesto il rinvio a giudizio di due dipendenti del Comune di Cervia con l’accusa di omicidio colposo.

Il dramma è quello costato la vita alla 97enne Alda Rosetti, che si trovava in auto con la figlia 74enne quando, il 2 marzo del 2011, la vettura con le due donne rimase intrappolata nel tunnel allagato.

Solo grazie al provvidenziale intervento di due carabinieri (l'appuntato Davide Battistella e il collega Gianni Pavan) e di un vigile del fuoco (Alessandro Coa) la signora riuscì a sopravvivere. I tre infatti non esitarono a calarsi nell’acqua gelida (quel giorno era nevicato) e, sfondando il lunotto con un’asse di legno, portarono in salvo la donna, trasportata in ipotermia all’ospedale. Non ci fu invece nulla da fare per l’anziana madre, rimasta intrappolata nell’abitacolo.

Ma quali cause portarono all’allagamento? Una domanda che più volte si sono chiesti in questi anni i familiari della donna, costituitisi parte civile e assistiti dagli avvocati Luigi Berardi e Mirco Tonetti.

Sulla base delle consulenze tecniche, sotto la lente d’ingrandimento è finita la struttura. Quello che viene contestato ai due dirigenti (tutelati dagli avvocati Silvia Brandolini e Antonella Montanari) è la mancata manutenzione dello scolo Camane; ostacolato dalla presenza di rami, foglie e arbusti, il deflusso fu impedito, con l’acqua che tracimò sulla strada. Sotto accusa anche le varianti approvate rispetto al progetto originario e il sistema di pompaggio che, pur continuando a funzionare, non era in grado di assorbire la quantità d’acqua. Viene inoltre contestata l’assenza di un sensore collegato all’impianto semaforico per impedire l’accesso di eventuali veicoli e la mancata predisposizione di sistemi di sicurezza atti a segnalare eventuali malfunzionamenti dell’impianto di sollevamento e di meccanismi per lo scarico di emergenza della vasca di accumulo. (gi.ro.)

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