Lunedì 26 Settembre 2016 | 22:46

SPORT IN CRISI

Basket e volley a corto di fondi, l'appello delle società

Nonostante i risultati della stagione d'oro, il calo degli sponsor ha messo Robur Costa e Acmar in difficoltà economiche

Basket e volley a corto di fondi, l'appello delle società

RAVENNA. Volley e basket a corto di soldi: le società e il Comune chiedono aiuto a cittadini e imprenditori. «E’ un patrimonio della città: la città si renda conto che deve difenderlo», si appellano le due grandi realtà sportive. Si cercano centinaia di migliaia di euro; congelata per il momento qualsiasi soluzione sul fronte delle sedi troppo costose. Affitto troppo caro al Pala de André per la pallavolo, ma di un palazzetto nuovo ad oggi non si parla, anche se «si è preso in esame di poter avere una casa dello sport», ricorda Luca Casadio, presidente della Porto Robur Costa che comunque sgombra il campo dagli equivoci: «Io voglio giocare a Ravenna», scandisce a chiare lettere. No alla “fuga” in altri palazzetti fuori Ravenna, dunque.

L’appello. Insomma, se anche i bilanci della Robur Costa e del Basket Ravenna sono sani, i costi sono altissimi e i sostegni sempre meno. «Abbiamo perso 650mila euro di sponsor negli ultimi anni», ha chiarito Casadio. Da qui, l’idea di chiedere aiuto direttamente ai privati. «Siamo convinti di ciò che abbiamo fatto e restiamo fermi nell’intenzione di proseguire - parla col cuore in mano Roberto Vianello, presidente del Basket -. Vorremmo che la gente fosse stimolata ad aiutarci, perché affrontare un campionato di alto livello e sostenere un settore giovanile che conta di 450 tesserati, 30 allenatori e dirigenti, comporta uno sforzo notevole». «La punta dei nostri sistemi è rappresentata dalle prime squadre - aggiunge Casadio -, ma la nostra attività è anche e soprattutto legata all’aspetto giovanile. Il momento economico è noto a tutti, così come credo sia chiaro che sia la pallacanestro che la pallavolo abbiano sempre lavorato per risolvere le proprie problematiche. A oggi, però, stiamo perdendo sponsor e aiuti e manca un ricambio: si tratta di situazioni che mettono ansia».

L’anno “d’oro” (ma povero). Eppure, nonostante la crisi economica, sarà proprio la stagione 2013-2014 quella che le due società cittadine ricorderanno per anni. Il basket, in serie Dna silver, ha guardato la “Gold” da non troppo lontano quando, a inizio maggio, è riuscito ad arrivare ai play off, perdendo garacinque a Ferrara (dove, però, a seguirla furono almeno 500 tifosi). In compenso, l’under 19 elite ha portato a casa il prezioso scudetto. La pallavolo è andata anche meglio: già inquadrata nella massima serie, ha centrato il risultato europeo, arrivando alla tanto agognata Challenge Cup che Ravenna non vedeva da quasi quattro lustri.

Palazzetto, che passione. Ma questo non è bastato ad abbattere i costi fissi delle sedi. Il nodo è il Pala de André: lì, solo per l’affitto, la Robur Costa spende, ogni anno, il 10% del suo intero budget: circa 90mila euro. Abbattere i costi sembra impossibile, ha chiarito il gestore della struttura (di proprietà del Comune), ma anche costruirsene uno tutto per sé, per la società, non è progetto fattibile. Non oggi, almeno. «Ci sono dei ragionamenti aperti - si è limitato a dire il sindaco Fabrizio Matteucci -, ma non c’è nulla di concreto ancora». Anche perché la mancanza di fondi oggi è emergenza più impellente. «Ora cerchiamo prima di tutto di mantenere questi livelli - chiosa Casadio -, ma sia chiaro: io voglio giocare a Ravenna».

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