Venerdì 30 Settembre 2016 | 17:08

LO SCATTO CON IL MORTO

Il procuratore: «Foto sconcertanti»

L'infermiera ora è indagata anche per vilipendio di cadavere

Il procuratore: «Foto sconcertanti»
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RAVENNA. «Quelle foto non sono sconvenienti, ma sono sconcertanti. Inusitate nella loro gravità».

Non usa troppi giri di parole il procuratore capo Alessandro Mancini nel riferire alla stampa che l’infermiera accusata di omicidio volontario è ora formalmente indagata anche per vilipendio di cadavere. Il riferimento è al caso delle foto macabre scattate all’ospedale di Lugo. Due scatti (fatti con un cellulare) in cui si vede l’infermiera mentre assume pose irriguardose nei confronti di un paziente appena deceduto nel suo reparto.

A scattare quelle foto - come riferito dal Corriere nei giorni scorsi - era stata una sua collega che a fine aprile si era poi rivolta all’Ausl denunciando l’accaduto, molto probabilmente sull’onda della rilevanza mediatica che ha assunto l’intera vicenda.

Quelle immagini erano state inviate al cellulare dell’infermiera che le aveva a sua volta cancellate.

Ma quando la procura è stata informata del caso dall’Ausl ha subito sequestrato quel cellulare incaricando un perito, l’ingegnere Nicola Buffadini, di recuperare quei file. Compito che è stato già portato a termine.

«Si tratta di due immagini- specifica Mancini - e posso assicurare che in tanti anni di carriera di foto scioccanti ne abbiamo viste, ma come queste poche. Stiamo ancora cercando di capire se siano state scattate di fronte a una delle 38 persone decedute per le quali abbiamo sequestrato le cartelle cliniche, sarà però un lavoro lungo».

Per quell’episodio l’Ausl ha già avviato un procedimento disciplinare sia nei confronti dell’infermiera che della sua collega. Collega che, molto probabilmente, potrebbe a sua volta essere indagata per vilipendio di cadavere, visto che comunque è stata lei a scattare quelle foto.

Va inoltre ricordato che l’infermiera è attualmente sospesa dal lavoro per un’altra denuncia, in questo caso relativa al presunto furto di dieci euro dal portafogli di un paziente ottantenne, in un periodo in cui i casi di furti nel reparto furono circa una cinquantina.

Un altro duro colpo all’immagine dell’Ausl che ieri in un comunicato ha ribadito il proprio impegno a fianco della procura: «Prendiamo atto dello sviluppo dell’inchiesta avviata dalla Magistratura. Faremo quanto di nostra competenza per contribuire a fare chiarezza sulla vicenda. Nel contempo è altrettanto certo che questo grave evento non possa in alcun modo mettere in discussione l’elevato livello di qualità e sicurezza delle cure prestate dai nostri ospedali, attraverso l’impegno dei professionisti che vi operano». (c.d.)

 

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