Martedì 27 Settembre 2016 | 14:08

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Nuovo giro di vite dopo il pestaggio di sabato

Vertice tra sindaco e prefetto. Intensificati i controlli. Il ferito, dimesso poco dopo l'aggressione, non è grave

Nuovo giro di vite dopo il pestaggio di sabato

RAVENNA. E’ meno grave di quello che era parso in un primo momento il bilancio della violenta aggressione di sabato sera in viale Pallavicini. Ma se da un lato l’episodio si ridimensiona, dall’altro cresce l’allarme sicurezza in una zona da tempo al centro delle polemiche.

RAVENNA. Non è in pericolo di vita il 22enne maghrebino ferito sabato sera nel corso di un brutale pestaggio vicino al sottopassaggio della stazione. Il ragazzo, che stando a quanto ricostruito dalla polizia sarebbe stato colpito con il manico di legno di una scopa, è stato dimesso poco dopo mezzanotte. Non aveva le gambe spezzate ma tre dita della mano fratturate, verosimilmente rotte nel tentativo di difendersi dai colpi. In considerazione delle ferite, ne avrà comunque per una trentina di giorni. Sui motivi della lite sono in corso accertamenti da parte degli uomini delle Volanti; dai primi riscontri l’acceso diverbio sarebbe riconducibile ai fumi dell’alcol (l’aggredito era completamente ubriaco) ma gli inquirenti non escludono a priori che all’origine del pestaggio del giovane clandestino possano esserci altre questioni. Al momento comunque non risult ano fermi né arresti. Lo straniero identificato in concomitanza con i fatti di sabato risulterebbe estraneo alla vicenda; sarebbe stato controllato solo per alcuni mancati pagamenti.

 

 

 

E il caso diventa anche politico con accuse incrociate tra il sindaco e Lista per Ravenna. Uno scontro che sembra ridursi più che altro a schermaglie personali, di fronte ad un problema per risolvere il quale occorrerebbe andare oltre gli individualismi. Anche perché si tratta di una questione annosa. Dalla metà degli anni Duemila, da quando cioè il Corriere Romagna puntò per la prima volta i riflettori sul degrado e la microcriminalità nell’area dell’Isola San Giovanni e zone limitrofe, la situazione non è cambiata molto. Negli anni sono state emanate diverse ordinanze di difficile applicazione per arginare il consumo e la vendita di alcolici e sono stati realizzati eventi per rivitalizzare l’area. Provvedimenti tampone che però non hanno risolto la situazione così come non bastata l’intensificazione nel tempo dei controlli da parte delle forze dell’ordine. Lo spaccio è rimasto e con esso i bivacchi, le zuffe e le risse, a volta sfociate in veri e propri regolamenti di conti come questa estate quando, nel giro di un mese, due tunisini sono finiti all’ospedale, il primo in seguito a una bottigliata partita durante una lite tra connazionali, il secondo accoltellato all’addome da un albanese poi fuggito. Ma ora, contro l’ennesima deriva violenta nella zona, si annuncia un ulteriore giro di vite. I controlli, infatti, saranno incrementati. Ad annunciarlo, il sindaco Fabrizio Matteucci che proprio ieri mattina ha incontrato il neo prefetto Fulvio Della Rocca. Un confronto durante il quale è stato fatto il punto della situazione e si sono discusse le azioni da intraprendere. «Il Comune è impegnato a contrastare i fenomeni di degrado presenti in quell’area - ha commentato il primo cittadino -, le forze dell’ordine a ripulire la zona da spacciatori e delinquenti. Abbiamo convenuto sulla necessità di intensificare ancora di più l’impegno per la vivibilità e la sicurezza dell’area concordando tutte le possibili azioni».

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