Mercoledì 28 Settembre 2016 | 15:40

MORTI SOSPETTE IN CORSIA

Nel reparto dell'infermiera cinquanta casi di furto

E l'Ausl cambia la procedura per usare il potassio

 Nel reparto dell'infermiera cinquanta casi di furto

 

RAVENNA. Da marzo fino all’ottobre dello scorso anno i furti segnalati nel reparto dove era in servizio l’infermiera indagata per omicidio volontario furono in tutto una cinquantina. Non tutti, però, vennero commessi quando la donna era in servizio.

Un dato numerico che sorprende, ma che per le tante famiglie passate in quei mesi dal reparto non era certo un mistero (vedi altro articolo). Tuttavia anche a causa di quegli episodi poco chiari il clima in ospedale era diventato a dir poco teso, tra sospetti reciproci e denunce. La donna è stata però indagata solo per uno di quegli ammanchi misteriosi e per quella denuncia (relativa a un presunto furto di 10 euro ai danni di un anziano ricoverato), l’Ausl ha deciso di sospendere la donna a tempo indeterminato seppur senza privarla dello stipendio non appena tornata da un periodo di ferie.

Ma l’accusa di furto aggravato è ben poca cosa in confronto a quella di omicidio volontario che ha portato la procura a disporre l’autopsia su una 79enne deceduta all’ospedale di Lugo l’8 aprile scorso dopo essere stata ricoverata per un malore che non sembrava particolarmente grave. Il pm Angela Scorza e il procuratore capo Alessandro Mancini hanno però anche disposto il sequestro di altre 38 persone decedute dall’inizio dell’anno in giorni in cui la donna era in servizio. Gli inquirenti vogliono capire se sia trattato di decessi naturali o di morti causate da sostanze “sospette”. Una tra tutte il potassio.

Nel dubbio, all’indomani della clamorosa inchiesta avviata dalla procura, l’Ausl ha provveduto a cambiare la procedura relativa all’uso della sostanza con una circolare interna. Ora gli infermieri che intendono prelevare potassio non solo devono segnalarlo in appositi registri, ma devono anche indicare il proprio nome e soprattutto l’ora. Dettaglio non da poco se si considera che tra le caratteristiche principali della sostanza c’è non solo la capacità di provocare asistolie mortali in pazienti dal quadro clinico compromesso, ma anche il fatto di svanire in poche ore dall’organismo.

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