Sabato 03 Dicembre 2016 | 10:38

OMICIDIO DI PASSOGATTO

Ventitré anni e sei mesi per Cantini

Moglie uccisa e gettata nel pozzo, il marito condannato in Appello

Ventitré anni e sei mesi per Cantini

 

RAVENNA. Ventitre anni e sei mesi di carcere per Marco Cantini. La Corte d’Appello di Bologna riscrive una nuova verità processuale e, dopo tre ore e passa di camera di consiglio, condanna il 41enne di Lugo per l’omicidio della moglie cubana 24enne Yanexy Gonzalez Guevara. Il suo corpo, come noto, venne ritrovato il 2 settembre del 2008 dentro un pozzo nelle campagne di Passogatto. La donna, dalla quale aveva avuto una figlia oggi di 7 anni, era sparita da una decina di giorni e fu lo stesso Cantini a denunciarne la scomparsa ai carabinieri. Per il 41enne (che era stato assolto dalla Corte d’Assise di Ravenna nel dicembre del 2012 ) la procura generale aveva chiesto il massimo della pena. Cantini ha però evitato l’ergastolo perché i giudici - pur ritenendolo colpevole anche dell’occultamento di cadavere - hanno escluso la premeditazione del delitto.

In attesa delle motivazioni della sentenza, che saranno depositate non prima di tre mesi, è dunque lecito ipotizzare che per la Corte d’Appello sia andata più o meno come sostenuto anche dalla procura di Ravenna. Yanexy, da tempo in pessimi rapporti con il marito e caduta in depressione dopo la nascita della figlia, sarebbe stata uccisa da Cantini nella casa di Passogatto dove la giovane cubana abitava da sola. Il tutto sarebbe avvenuto il 21 agosto del 2008, notte in cui (per la prima e ultima volta) il sistema di videosorveglianza della casa subisce una sorta di black out temporaneo. In quei frangenti Yanexy è al telefono con un amico. E’ lui a sentire le ultime parole della cubana, allertata da strani rumori all’ingresso: «E’ Marco, metti giù, ti chiamo dopo». Poi Yanexy verrà uccisa. Ma quello che resta un mistero sono le modalità dell’omicidio. Perché il cadavere della cubana viene ritrovato solo due settimane dopo il decesso e le condizioni del corpo sono talmente compromesse da rendere quasi inutile l’autopsia. Anche per questo le indagini partono in salita e un precedente tentativo di suicidio della donna (risalente al novembre del 2007) orienta gli inquirenti verso l’archiviazione. Ma tre capelli di Yanexy, trovati dai Ris nell’auto di Cantini, riaprono il caso. E così, due anni e mezzo dopo quel macabro ritrovamento, Cantini viene arrestato su richiesta del pm Monica Gargiulo. Il lughese resta dentro fino al 5 dicembre del 2012, quando la Corte d’Assise di Ravenna lo assolve. Ieri il nuovo processo e la condanna. Cantini, alla lettura del dispositivo, è rimasto in silenzio. Era vicino ai suoi familiari e agli avvocati Giovanni Scudellari e Luca Berger. Con loro è tornato verso Lugo dove resterà in libertà attendendo il responso più importante: quello definitivo della Cassazione.

 

 

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