Venerdì 09 Dicembre 2016 | 12:29

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PORTO: LO SCAVO DEI FONDALI

Di Marco: a maggio il progetto e non ci sarà spazio per discutere

In ballo un milione di metri cubi di materiali da smaltire

 Di Marco: a maggio il progetto e non ci sarà spazio per discutere
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RAVENNA. Torna sul progettone da 200 milioni di euro, il presidente dell’Autorità portuale Galliano Di Marco e annuncia che il piano verrà presentato al Cipe un po’ prima del previsto, tra fine maggio e inizio giugno ma non prima della convocazione di una conferenza pubblica in città nella quale verrà annunciata l’area di destinazione dei materiali di escavo provenienti dall’approfondimento dei fondali. «E’ mia intenzione - dice Di Marco - organizzare una presentazione pubblica a metà maggio non per discutere, ma per dire “questo è il progetto”».

In ballo resta un milione di metri cubi di materiali. «Diremo - spiega Di Marco a margine del convegno alla Camera di commercio sulle dogane - chi ha vinto tra i candidati, Eni, ex Sarom, Alma Petroli, vediamo. L’individuazione dell’area ancora non c’è. Illustreremo il piano con o senza accordo con tutti gli stakeholder. Se al Cipe qualcuno non dovesse approvare si assumerà le proprie responsabilità. Sicuramente avremo dei problemi col territorio: gestiremo il comitato ’’Vitalaccia dura».

Entro la fine di aprile, conferma il presidente dell’Autorità, le campionature sui fanghi saranno terminate grazie a un investimento di un milione e 200 mila euro poi la definizione delle aree senza discussioni. «Ci deve essere una differenza tra chi è potenzialmente danneggiato dal progetto perché abita nei paraggi, vicino alle casse di colmata, e quelli che strumentalizzano il finto non sono infiniti e fissa regole stringenti: «Si dialoga, si concerta, io sono assolutamente favorevole a inserire a monte dell’approvazione di legge, anche nella legge obiettivo, uno schema di de bat public alla francese o di public hearing tipo Usa. Il responsabile del progetto pubblico o privato convoca tutti gli espropriati: se c’è una maggioranza favorevole il progetto va avanti, ma se ce n’è una sfavorevole non è che il progetto si blocca. Il governo federale decide se il progetto è strategico oppure no, nel caso si va avanti. E l’hub di Ravenna - ricorda Di Marco - è un progetto Cipe, è ritenuto strategico, è una delle poche opere rimaste strategiche in questo Paese, ed è uno dei progetti del territorio». Non dimentica poi una stoccata al Movimento 5 stelle: «La prima interrogazione a febbraio in Senato era intrisa di sciocchezze. L’hanno ritirata e ne hanno ripresentata una alla Camera di una pagina e mezzo, del deputato Massimo De Rosa, che fra l’altro dice anche cose serie». Sul funzionamento delle dogane Di Marco elogia quella ravennate: «Il sistema è un’eccellenza italiana, non tutti lo sanno. Quello che hanno fatto da noi a partire dallo sportello unico rappresenta un recupero di efficienza micidiale». (c.b.)

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