Venerdì 09 Dicembre 2016 | 00:57

I FURBETTI DEL NERO

Vive alle case popolari ma ha la Porsche

Scoperta anche una prostituta "finta" estetista

Vive alle case popolari ma ha la Porsche

RAVENNA. Lui vive nelle case popolari e risulta nullatenente, eppure possiede un Porsche. Vero. Questa è solo l’ultima delle segnalazioni di presunti evasori che il Comune di Ravenna, grazie alle indagini della Municipale, ha inoltrato all'Agenzia delle entrate e per le quali sono in corso gli accertamenti del Fisco. Già “chiusa” invece la vicenda della prostituta, “finta” titolare di un centro benessere: lei, di tasse, non ne aveva mai versate, eppure possedeva beni qua e là. Il Fisco, grazie alla “spiata” della polizia municipale, è riuscita a recuperare 150mila euro tra maggiore imposta e interessi.

La vicenda è stata segnalata all’Agenzia delle entrate nel 2012. Erano stati alcuni residenti ad aver consigliato alla polizia comandata da Stefano Rossi di dare un'occhiata a quello stabile dove, in teoria, sarebbe dovuto sorgere un centro benessere. Lì c’era una signora, con una fila così di clienti, ai quali però non faceva cerette e massaggi. E la sua attività, quella vera a luci rosse, la pubblicizzava anche tranquillamente sul web con tanto di opzione “visite a domicilio”. Per “giustificare” le sue movimentazioni di denaro, si era aperta una partita Iva nella quale figurava titolare di un centro benessere, eppure al Fisco non aveva mai presentato la dichiarazione dei redditi. Dopo gli opportuni accertamenti, l’Agenzia delle entrate ha recuperato 150mila euro di tasse evase, ma al Comune di Ravenna è andato ben poco. Ad oggi, Palazzo Merlato, pur a fronte della miriade di “spiate” al Fisco, vanta recuperi per appena 50mila euro: una miseria rispetto a quanto denunciato. E si calcoli che, in base al patto tra Anci e Agenzia delle Entrate, i municipi dovrebbe andare l’intero ammontare dell’incassato. Ma l’incassato, di norma, non supera mai il 12% dell’evasione accertata. E i tanti casi “indagati” dalla Municipale nel 2013 e già “spediti” all’Agenzia delle Entrate sono ancora in fase di accertamento. (p.c.)

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