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Strisce blu, per fare le multe serve un'ordinanza

Rischio ricorsi. Ma il Comune: le facciamo lo stesso

 Strisce blu, per fare le multe serve un'ordinanza

RAVENNA. Strisce blu e multa. Il mistero continua, anzi si infittisce. Da un lato il Ministero dei Trasporti che dice che le multe a chi sgarra si possono fare solo in quei Comuni dove esiste un’apposita delibera.

Dall’altro i Comuni come Ravenna che preannunciano di continuare a multare gli indisciplinati in assenza di una chiara circolare ministeriale che cancelli quanto fatto finora.

E in mezzo lui, l’inesauribile Ancisi, che ricorda invece come proprio Ravenna sia uno di quei Comuni dove la delibera ad hoc richiesta dal Ministro Lupi non sia mai stata approvata e quindi il ticket scaduto non comporterebbe la multa automatica in questo periodo di “mancata copertura normativa”. E se i più sbadati e i più furbetti esultano, a piangere sono le casse comunali che dalla voce multe e parcheggi avevano da sempre ragguardevoli entrate.

Per chi si fosse perso le puntate precedenti è utile ripartire almeno da giovedì scorso quando si tiene l’atteso incontro tra il presidente dell’Anci Fassino (sindaco di Torino) e i ministri Alfano e Lupi. Quest’ultimo aveva allarmato non poco i sindaci italiani dichiarando qualche giorno prima che le multe fatte a chi sfora nelle strisce blu non sono legali e andrebbero sostituite con un avviso di cortesia in cui si chiede di versare la differenza tra quanto pagato per il bigliettino e quanto sostato.

I sindaci si “ribellano” e Fassino tratta. Si arriva all’accordo per cui i Comuni possono fare multe, ma solo con una delibera speciale. Delibera che nessuno ha e che per essere approvata ha bisogno di tempo. E nel frattempo? E qui si insinua lo scontro. Per Ancisi e le associazioni di consumatori le multe fatte in questo limbo non sono valide, per il Comune di Ravenna sì. «In assenza di una esplicita circolare ministeriale - ha dichiarato ieri Matteucci - noi ci comporteremo come sempre». Insomma le multe si continueranno a fare.

Probabile dunque una prossima ondata di ricorsi al giudice di Pace, anche se il costo di 30 euro per avviare la causa potrebbe scoraggiare gli automobilisti che ne pagano 25 di multa.

«Il Comune ha fatto l’ennesima figuraccia» attacca Ancisi che evidenzia, inoltre, un aspetto finora poco considerato: «le penalità che i Comuni possono fissare in un proprio regolamento hanno comunque natura “privatistica” e quindi non danno diritto a riscuotere con cartella esattoriale, ma sono equiparate a crediti fra privati». Tradotto chi non paga non avrà comunque a che fare con Equitalia o Ravenna Entrate.

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