Venerdì 09 Dicembre 2016 | 10:39

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TERRORE IN VIA NICOLODI

Presa a martellate davanti al figlio

Lite tra donne dopo la preghiera: arrestata dalla polizia con l'accusa di lesioni aggravate una nigeriana di 35 anni

Presa a martellate davanti al figlio

RAVENNA. Litigano per una banalità e la prende a martellate in pieno volto, sotto gli occhi del figlioletto. Arrestata lei, in ospedale con la faccia “spaccata” finisce invece l’altra, madre di un bimbo piccolo, entrambe nigeriane. Il tutto a due passi dalla sala di preghiera dove le due si erano incontrate.

Pace e martello. E’ dove si ritrovano quasi ogni giorno per pregare e cantare, nella sala convegni che sta nello stabile dell’ostello di via Nicolodi che tutto è iniziato. Lì, la comunità cristiana protestante non solo si ritrova la domenica per la funzione religiosa, ma anche negli altri giorni per le prove di canto o per pulire e allestire la stanza. O ancora, per brevi momenti di preghiera. E le due donne, l’una di 38, l’altra di 35 anni, ieri mattina si erano appunto incontrate lì con altre coetanee per il solito appuntamento religioso. Che non andassero d’accordo erano noto anche alle altre amiche del gruppo. E così, poco dopo le 9, la lite è scoppiata. Si erano già accapigliate in passato e sempre per motivi futili. Ma ieri, la discussione è andata oltre, finché la 35enne non ha impugnato un martello.

La scenata in strada. Mezzo quartiere ha sentito le urla: la titolare della tabaccheria lì davanti, gli avventori del bar a un centinaio di metri da lì. Le due donne avevano iniziato prima a discutere nella sala di preghiera (tanto che pare che, nella colluttazione, alcuni mobili siano stati danneggiati), e poi si sono trasferite sul marciapiede di fronte all’edificio. E lì, mentre in breve si era formato un capannello di persone, la litigata ha preso la piega peggiore. Sotto gli occhi del gruppetto di donne, e del figlioletto della straniera ferita, la 35enne avrebbe brandito il martello colpendo in pieno volto la 38enne. Questo, almeno secondo quanto ricostruito dagli agenti delle Volanti, intervenute assieme a una pattuglia dei carabinieri: in un primo momento, tra le urla delle donne presenti e nella confusione generale, l’arma dell’aggressione non è stata trovata, tanto che si era pensato che la 38enne fosse stata colpita con la punta di un ombrello. Poi con le testimonianze è stato possibile ricostruire la dinamica dei fatti.

Le fratture al volto. Assieme ad agenti e militari, sono intervenuti anche i sanitari del 118. La vittima, soccorsa prima sul posto, è stata poi trasportata con un codice di massima gravità al pronto soccorso del Santa Maria delle Croci. Lì i medici le hanno diagnosticato diverse fratture: ha il volto tumefatto e sono stati colpiti in pieno la fronte, il naso e la mandibola. Tanto che per il momento rimane ricoverata in osservazione breve intensiva ma non si esclude il trasferimento al reparto Maxillofacciale del Bufalini di Cesena per un intervento. Le sue condizioni di salute non sono gravissime, ma comunque restano serie. La connazionale, invece, è stata arrestata: con l’accusa di lesioni gravi, è stata ristretta nelle camere di sicurezza della Questura in attesa del processo per direttissima, previsto per stamane.

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