RAVENNA

Tre donne, sesso e zero tabù. Evulvendo fa il pieno in spiaggia

Ilaria Cerioli, Francesca Viola Mazzoni e Donatella Tarozzi raccontano con ironia un mondo dai risvolti piccanti. Stasera a Punta Marina l’ultimo appuntamento

di SOFIA FERRANTI

24/07/2018 - 11:18

Tre donne, sesso e zero tabù. Evulvendo fa il pieno in spiaggia

RAVENNA. Sesso e ironia, un mix che funziona alla grande. Una miscela che consente di andare alla scoperta dell’erotismo e della propria sessualità con garbata ironia, senza pudori e soprattutto senza finire nella volgarità. E se dietro ci sono tre amiche con un bagaglio culturale di tutto rispetto, una spontaneità e una simpatia notevoli, il gioco è fatto. La rassegna “Evulvendo”, incontri semiseri intorno all’arte di amare, ideata dalla blogger Ilaria Cerioli, affiancata dall’attrice e scrittrice Francesca Viola Mazzoni e dalla mediatrice familiare Donatella Tarozzi, si sta rivelando un vero successo.

Partita in inverno con una serie di incontri al Tribeca, la rassegna in estate si è trasferita al Bagno Perla a Punta Marina, richiamando un folto pubblico ogni sera. Dopo la presentazione del libro di Luca Ruggeri “Fecondo me”, il dibattito su “Vagina e dintorni”, l’incontro sull’orgasmo femminile (e maschile), questa sera alle 21 si parlerà della differenza tra amante e... “trombamico”, di relazioni non monogamiche etiche, di app su cellulari e di sexting.

Come è nata l’idea di affrontare pubblicamente un argomento così piccante?

«Tutto nasce dal mio blog erotico “spocchiosamente ilare” – spiega Ilaria Cerioli – e dall’interesse che è nato intorno ad esso, le persone che lo seguono mi rivolgono molte domande, gli argomenti che affronto incuriosiscono, quindi è nata l’idea di creare un format per portare fuori gli argomenti dal blog. Nel frattempo ho conosciuto Francesca e Donatella con le quali è nato subito un grande feeling. Trattare certi temi con leggerezza non è facile, sono molto spinosi fanno paura e io temevo il giudizio della gente, anche perché sono una professoressa e sono legata ad un certo ambiente culturale. Ci tenevo a fare passare questo tipo di messaggio attraverso una lettura culturale alta, per questo avevo bisogno della grazia e dell’eleganza di Francesca Viola Mazzoni e di Donatella Tarozzi, mediatrice familiare ed esperta di sessuologia con studi alla scuola di Willy Pasini».

Quindi negli incontri con il pubblico avete ruoli ben definiti?

«Ilaria fa la professoressa che introduce, dà qualche indicazione, è l’elemento istituzionale – afferma Donatella Tarozzi – Francesca si occupa della parte ironica attraverso la lettura di brani e la recitazione. Io invece spiego anatomicamente e in modo semplice gli argomenti che trattiamo. Racconto quali sono i problemi più frequenti all’interno della coppia, per poi discuterne serenamente insieme al pubblico. L’ultima serata, nella quale abbiamo parlato dell’orgasmo, abbiamo avuto un record di presenze. Le persone hanno bisogno di dialogo e di affrontare questa materia in modo rassicurante e condiviso».

Siete riuscite a fare breccia nelle persone mettendoci la faccia, senza paura e senza pudore. È stata un’impresa difficile?

«Nei nostri incontri si è creata un’atmosfera molto accogliente, c’è un clima di familiarità – sottolinea Francesca Viola Mazzoni – è molto bello. Partecipano soprattutto donne, ma anche uomini. La componente ironica crea empatia, sdrammatizziamo molto tra di noi e questo crea un ponte empatico forte. C’è stato un crescendo di pubblico a livello qualitativo, c’è meno paura e più disponibilità all’ascolto».

Con la vostra ironia riuscite anche ad affrontare i tabù e a scardinare antichi retaggi culturali?

«Le persone vogliono essere rassicurate e soprattutto hanno ancora molta paura – spiega Cerioli – le donne hanno paura a chiedere all’uomo. Dall’altra parte gli uomini vorrebbero essere più partecipi e donarsi di più».

«Spesso manca l’alfabeto a livello sessuale – commenta Mazzoni – non si riescono ad esprimere i propri bisogni sessuali». «Poter permettersi di chiedere senza vergogna e senza sensi di colpa, per molte persone è difficile – aggiunge Tarozzi – Ci sono argomenti tabù e credenze difficili da scardinare. Nell’immaginario collettivo la donna è strutturata per il piacere sull’uomo, da qui nasce, ad esempio, la finzione dell’orgasmo per una serie di complessi e retaggi».

E come si combattono paure e tabù in maniera ironica?

«Abbiamo utilizzato dei bellissimi testi, inserendone qualcuno anche con risvolti drammatici cercando sempre di bilanciare i toni per creare momenti più riflessivi e lirici – prosegue Francesca Viola Mazzoni – leggiamo testi come “Sesso tanto per gradire” di Franca Rame per parlare di l’orgasmo, o brani tratti da “I monologhi della vagina”, con la recitazione il pubblico si diverte e viene coinvolto».

E se la recitazione di Francesca serve per rompere il ghiaccio con una bella risata, arriva a poi la parte professionale con le spiegazioni di Donatella.

«Cerco di facilitare la comunicabilità tra uomo e donna, spiego tutto con testi scientifici. Questo è fondamentale perché ogni persona deve andare a casa sapendo che l’informazione ricevuta è corretta. Dobbiamo far capire che il rapporto sessuale è un piacere non una prestazione. Affrontiamo tanti argomenti che interessano la sfera sessuale a tutte le età».

«L’obiettivo – puntualizza Cerioli – è quello di far vedere come lo stesso argomento può essere avvicinato attraverso diversi approcci e diversi linguaggi. Dietro a questo tema ci sono millenni di letteratura. Per noi è importante che la tematica abbia la dignità di essere affrontata in modo culturale, non legato alla pornografia o alla carnalità».

«La pornografia è pericolosissima – interviene Tarozzi – perché manca la componente emozionale, il senso della coppia. Crea ansia da prestazione e quando rimani solo lascia un senso di inadeguatezza».

Nell’appuntamento di martedì si parlerà anche di poliamore e di relazioni aperte.

«Non esiste solo la relazione monogamica – conclude Cerioli – l’amore si esprime anche attraverso altre forme. La “Zoccola etica” è un libro che spiega questo tipo di scelte, zoccola inteso non come dispregiativo, ma come donna che non crede nella monogamia come unico tipo di relazione».

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