RAVENNA

Agguato al carabiniere in discoteca. Nei guai aggressori e un responsabile

Il pestaggio al Baccara di Lugo per la festa della donna nei confronti di un militare fuori servizio

di FEDERICO SPADONI

17/07/2018 - 09:55

Agguato al carabiniere in discoteca. Nei guai aggressori e un responsabile

RAVENNA. Aveva tutta l’aria di un agguato. Tra la folla che occupava la pista della discoteca è arrivato improvvisamente un pugno diretto al volto, e da dietro in due lo hanno fatto cadere a terra per prenderlo poi a calci. Vittima un carabiniere che l’8 marzo 2016 si trovava fuori servizio assieme a un collega al Baccara di Lugo e che per quell’aggressione se la cavò con un totale di 30 giorni di prognosi. Del gruppo di aggressori due sono stati identificati e ieri sono finiti a processo assieme a uno dei responsabili del locale, finito nei guai perché accusato di aver favorito in qualche modo l’ingresso e la fuga della banda che aveva organizzato la spedizione punitiva.

La banda fatta entrare dal retro

Il sospetto che ci fosse un complice tra i dipendenti della discoteca è emerso fin dalle prime battute delle indagini. Dalle telecamere di sorveglianza e da alcune testimonianze raccolte dagli inquirenti è emerso che la banda era entrata non dall’ingresso principale, ma dal retro del locale. Almeno tre le persone viste partecipare all’aggressione, anche se solo due sono state identificate con certezza tanto da essere rinviate a giudizio. Si tratta di un ragazzo di Conselice con numerosi precedenti alle spalle (difeso dall’avvocato Francesco Vaccaro del foro di Roma), e un altro presunto complice di origini romene (tutelato dall’avvocato Sara Scarpellini). Con loro ieri è finito alla sbarra davanti al giudice Andrea Chibelli e al vice procuratore ordinario Katia Ravaioli, anche uno dei responsabili del locale all’epoca dei fatti, accusato di favoreggiamento personale. La sua posizione è stata stralciata ieri con una “messa alla prova”. Il pestaggio si era concluso infatti solo in seguito all’intervento del servizio di sicurezza del locale, che però non era riuscito a bloccare gli aggressori. Il gruppo, secondo l’ipotesi accusatoria, non solo era entrato senza pagare il biglietto da un ingresso secondario, ma era stato pure aiutato in qualche modo a uscire dall’ingresso principale. Nel frattempo il carabiniere, prima atterrato con un pugno in faccia poi preso a calci mentre era a terra, veniva soccorso e portato nel retro del locale. Se l’era cavata con 15 giorni di prognosi iniziali, a cui se ne sono aggiunti altri 15. Tanto da portarlo a costituirsi parte civile con l’avvocato Luigi Berardi. Non è chiaro il movente dell’aggressione. Nel capo d’imputazione la procura contesta l’aggravante dei futili motivi. Ragioni che potrebbero essere chiarite dalle deposizioni dei testi chiamati dall’accusa, che saranno sentiti nell’udienza fissata per metà dicembre.

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