Domenica 04 Dicembre 2016 | 07:05

DOVE VANNO I NOSTRI SOLDI

Tasse, 44 milioni in più in due anni

Di tanto saliranno le entrate tributarie per il Comune: Tari e Tasi le "batoste", caccia ai "furbetti"

 Tasse, 44 milioni in più in due anni

 

RAVENNA. Quarantaquattro milioni di euro in più di tasse in due anni: di tanto, nel 2014, rispetto al 2012, cresceranno le entrate tributarie al Comune di Ravenna. Il salasso, per i residenti, verrà dalla Tasi (il tributo sui servizi indivisibili), dalla nuova tassa sui rifiuti (la Tari, con la quale Palazzo Merlato conta di intascare 30 milioni) e dall’aumento dell’Imu per i terreni agricoli. Il Comune si “difende”: colpa dei mancati trasferimenti dallo Stato, Roma ha infatti tagliato ossigeno a Ravenna per quasi 21 milioni di euro. E poi caccia ai “furbetti” per riuscire a incamerare Imu e Ici mai versati. Il Municipio intanto spende 41 milioni di euro solo per il personale, un milione e mezzo in meno rispetto a due anni prima: il risparmio è frutto del blocco del turn over.

Il bilancio. Si è appena conclusa, in Consiglio comunale, l’illustrazione della proposta di bilancio di previsione 2014 del Comune: a presentarla, l’assessore Valentina Morigi. Discussione e approvazione dei conti di Palazzo Merlato sono rimandati al mese prossimo: in quella sede verranno presentati e votati gli emendamenti. Ma intanto, il Municipio ha pubblicato la relazione tecnica ai conti pubblici: più tasse, meno soldi a disposizione. L’unica boccata di ossigeno, la rimodulazione degli scagioni Irpef e le relative detrazioni.

Milioni e milioni. Il Comune conta di far entrare, nel 2014, 144 milioni di euro in tasse: 44 in più rispetto al 2012, 21 in più rispetto il 2013. Il forte aumento, si legge nella relazione tecnica al bilancio, deriva per lo più «dal gettito di applicazione della Tasi; dalla previsione di entrate da recupero di evasione Ici e Imu; dall’aumento di aliquota Imu, da 0,76% a 1%, previsto per i terreni agricoli, imposto dal fortissimo calo di entrate di derivazione statale, non compensabile con la sola applicazione della Tasi». Da quest’ultima, introdotta dal governo Letta, il Comune conta di portarsi a casa entrate per 13 milioni e 750mila euro; ma è grazie all’Imu che Palazzo Merlato tornerà a sorridere: a quella voce, si prevedono entrate per 61 milioni e 300mila euro (escluse, sempre, le prime case). Altri 3 milioni e 800mila euro arriveranno dal recupero dell’Ici mai versato nel 2011; e un milione e 700mila verranno dall’imposta di soggiorno. L’Irpef porterà respiro per 13 milioni e 400mila euro, 100mila in più rispetto al 2013.

Rifiuti, che “passione”. La batosta arriverà con la Tari, la nuova tassa sui rifiuti che sostituirà la Tares: il Comune conta di incamerare 30 milioni, ma per i ravennati – ai quali la Tares non era mai stata applicata – arriverà come la febbre. Tassa più salata e zero deducibilità del 10% di Iva per le imprese.

Roma non paga. Ma se i tempi sono duri per i residenti, le cose non vanno meglio a Palazzo: a Ravenna, Roma destinerà quest’anno quasi 21 milioni di euro in meno di trasferimenti, un calo del 76%. Meno soldi (257mila euro in meno) arriveranno anche dalla Regione. E un altro mezzo milione in meno arriverà dagli enti pubblici. Di contro, rimane alta la spesa pubblica: il personale costa 41 milioni e 222mila euro, con una riduzione di “appena” 406mila euro rispetto l’anno precedente per il blocco delle assunzioni.

 

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