RAVENNA

Box velox oscurato con vernice: i“dispetti” si moltiplicano

Imbrattata la postazione sul lungomare di Punta Marina; un mese fa era toccato a quella sulla Baiona

di ELENA DE MURTAS

07/07/2018 - 14:37

Box velox oscurato con vernice: i“dispetti” si moltiplicano

RAVENNA. Box velox imbrattato e oscurato con la vernice, nella notte fra giovedì e venerdì, sul lungomare di Punta Marina. A darne notizia è stato, ieri mattina, il consigliere territoriale di Lista per Ravenna Luca Rosetti, bagnino di uno stabilimento balneare che dista un centinaio di metri dalla postazione.

Dispetto, vandalismo o ragazzata che sia, al danno si rimedierà nel giro di poco, a colpi di spugna e detergente. Come spesso avviene, perché – fanno sapere dal Comune – questi piccoli “sabotaggi” vengono perpetrati di frequente ai danni delle postazioni velox, fissi o mobili che siano.

Danno alla collettività

«Succede regolarmente – commenta amareggiato il vicesindaco Eugenio Fusignani, titolare della delega alla Polizia municipale –, per fortuna si ripulisce rapidamente. Voglio pensare che siano “goliardate” piuttosto che dispetti, ma in ogni caso si tratta di un gesto di inciviltà. I costi sostenuti per ripristinare le postazioni ricadono sulla collettività. Danneggiare la cosa pubblica è sempre un’azione deprecabile e stupida».

I precedenti

Poco più di un mese fa, era toccato al manufatto posizionato a metà aprile lungo via Baiona, tra Marina Romea e Porto Corsini. Era stato imbrattato in maniera analoga, con una bomboletta spray nera, lasciando scritte e oscurando il vetro attraverso il quale viene fatta la rilevazione e scattata la fotografia. Risalendo ad altri due episodi, si ricordano il velox a Cervia sulla Ss16, bruciato nel 2015 e quello imbrattato nel 2016 a Rossetta.

I rischi per gli imbrattatori

Al di là del danno modesto, sono in corso accertamenti, come per gli altri episodi analoghi; nel caso il gesto fosse stato notato da testimoni o immortalato da telecamere, l’autore rischia la denuncia alla luce del reato 639 del Codice Penale, “deturpamento e imbrattamento di cose altrui”.

I primi 15 velox mobili

Entrambe le postazioni danneggiate fanno parte del “pacchetto” dei primi 15 velox mobili installati sulle strade comunali, in aggiunta a quelli fissi. Nel programma di mandato della giunta De Pascale è prevista l’installazione di 52 apparecchi entro la scadenza della legislatura, nel 2021.

Una “roulette russa”

«La filosofia di questi velox mobili è un po’ quella della roulette russa – spiega Fusignani –: sono contenitori all’interno dei quali non sempre è posizionata la strumentazione. Gli apparecchi sono 3 e vengono posizionati nei box a rotazione; non sempre vengono utilizzati tutti, a volte anche solo uno. A questo punta l’effetto deterrente: l’automobilista non sa se ci sia il velox oppure no, ma è portato comunque a ridurre la velocità. La pattuglia deve essere presente, per installare lo strumento, controllare e poi disinstallarlo, ma non deve essere visibile; la sanzione non viene contestata immediatamente ma arriva a casa».

La richiesta di sicurezza

Nel caso del box velox di Punta Marina, a rendere pubblico l’atto vandalico, stigmatizzando «l’italica abitudine di non accettare le regole», è stato il consigliere territoriale di LpRa Luca Rosetti; per l’episodio della Baiona era stato invece il presidente del Comitato cittadino dei lidi nord, Massimo Fico, a puntare il dito, riconoscendo l’importanza del manufatto «in un tratto lungo il quale troppe persone dimenticano che esiste un codice della strada da rispettare».

E il vicesindaco sottolinea come la richiesta di sicurezza sulle strade arrivi proprio dai territori: «Non passa giorno che Comitati cittadini, Consigli territoriali o gruppi di cittadini non ci sollecitino a installare autovelox nei punti critici per la viabilità. L’ultima richiesta è arrivata appena due giorni fa e riguarda la zona fra Osteria e Campiano. Segnalazioni che si aggiungono alle nostre valutazioni, a testimonianza che quella del controllo della velocità è un’esigenza altamente sentita. La velocità amplifica a dismisura gli effetti degli incidenti, e deve essere chiaro che queste strumentazioni servono a tutela della sicurezza degli utenti della strada e non certo per far cassa».

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