RAVENNA

Aggressioni al pronto soccorso. «Spesso lavoriamo in trincea»

Maria Pazzaglia, dirigente dell'unità operativa chiede una maggiore presenza di forze dell’ordine per evitare episodi violenti

20/04/2018 - 12:06

Aggressioni al pronto soccorso. «Spesso lavoriamo in trincea»

RAVENNA. I medici e gli infermieri chiedono di lavorare in sicurezza: l’appello viene lanciato a livello nazionale, ma rispecchia una situazione presente anche sul nostro territorio. Il Pronto soccorso di Ravenna non più tardi di qualche mese fa è stato teatro di un vero e proprio assalto in cui sono spuntati mazze e coltelli. «Il Pronto Soccorso è uno specchio della nostra società - commenta Maria Pazzaglia, la dirigente dell'unità operativa di Pronto soccorso del Santa Maria delle Croci – e, a volte, ci troviamo di fronte a situazioni non facili da gestire. L’episodio avvenuto nello scorso gennaio è emblematico. Una faida tra famiglie gettò l’area nel caos con pazienti, bisognosi di cure, che scapparono dall’ospedale. Tutto ciò non è accettabile ed episodi simili non devono ripetersi. Stiamo parlando di un evento molto grave che è rimasto isolato, tuttavia servono contromisure. Soprattutto nelle ore notturne, il personale a volte si sente abbandonato a se stesso. Su questo bisogna intervenire e fare in modo che si lavori in sicurezza e serenità. Troppo spesso, facendo questo lavoro, ci si sente in trincea o in difesa del fortino».

Meno polizia

Pazzaglia sottolinea che fino a circa quindici anni fa, gli ospedali erano dotati di presidi, operativi 24 ore su 24, di forze di Polizia: «Progressivamente la presenza delle forze dell’ordine è stata ridimensionata e al momento è limitata a qualche ora nel corso della giornata - dice la dirigente -; attualmente c’è un servizio di vigilantes, ma sono pochi e hanno una sfera d’azione limitata. In queste condizioni, soprattutto di notte, possono crearsi situazioni difficili da gestire soprattutto nei presidi più piccoli, come ad esempio Cervia, dove c’è meno personale. A Ravenna, invece, alla sera sono in servizio 8 infermieri e 5 medici, dalla mezzanotte gli infermieri diventano 7 e ci sono 3 medici».

«Servono interventi»

La sicurezza è uno degli argomenti di confronto con l’Azienda sanitaria. «Il pronto soccorso deve fare fronte alle richieste d’aiuto più diverse – dice ancora Pazzaglia – arrivano persone alterate da alcol, farmaci o droghe. Chiedono il nostro aiuto pazienti psichiatrici. Dobbiamo sempre fornire risposte rapide, a casi molto diversi l’uno dall’altro».

Pazzaglia invoca interventi urgenti perché è in arrivo l’estate con il boom di presenze turistiche: «Gli interventi possibili sono molteplici. In alcuni ambulatori, soprattutto quelli defilati, sarebbe molto utile installare un campanello in modo che se ci si trova in difficoltà si può allertare il personale vicino. Oppure, nel rispetto delle norme sulla privacy, servirebbe un’implementazione del servizio di videosorveglianza. Per una maggiore sicurezza sarebbe, inoltre, necessaria una maggiore presenza delle forze dell’ordine».

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