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ISTRUZIONE

Parte la nuova laurea magistrale in Offshore, unica in Italia

Università e istituzioni, assieme alle aziende del settore, hanno a lungo lavorato per poter formare professionalità eccellenti proprio nella sede di Ravenna dell’Università

di ANDREA TARRONI

17/04/2018 - 15:28

Parte la nuova laurea magistrale in Offshore, unica in Italia

RAVENNA. Prima era solo un curriculum, di livello internazionale, per tre anni affinato e rivisto sul piano dell’offerta formativa. Da settembre sarà una vera e propria laurea magistrale. E sarà l’unica nel suo genere in Italia.

«Un esperimento riuscito, una grande possibilità per dare un sempre più solido riferimento scientifico ad un filone economico importante per Ravenna: l’offshore».

Insieme ateneo, istituzioni e aziende

In effetti quello che descrive il direttore della Fondazione Flaminia, Antonio Penso, è il risultato di un cammino virtuoso. Università ed istituzioni, assieme alle aziende del settore, hanno a lungo lavorato per fare in modo che il settore economico che porta il nome di Ravenna in tutto il mondo potesse formare professionalità eccellenti proprio nell’università della città, ovvero il ramo decentrato dell’Unibo.

Non a caso fra i massimi promotori c’è un ingegnere particolare. Un ingegnere civile che è diventato rettore, il più giovane in Italia, a capo appunto dell’Università di Bologna: Francesco Ubertini.

E’ stato lui a raccogliere lo stimolo di Flaminia e a spingere perché si creasse un tavolo permanente con le aziende di Ravenna del settore e che ha coinvolto in questi tre anni Bambini srl, Comart spa, Cosmi spa, Crea srl, Equa srl, Fratelli Righini srl, IDMC srl Impresesub, Rana Diving&Marine Contractor, Roncuzzi &Associati srl, Rosetti Marino Spa, Techno srl; Tozzi e Sapir.

Respiro internazionale

«Sarà, come avveniva prima anche per il curriculum, un corso internazionale tenuto interamente in lingua inglese – spiega ancora Penso –. Ma per esserlo davvero, c’era bisogno di creare partnership all’estero. E grazie all’impegno del Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali dell’Università di Bologna, ora la collaborazione tra le altre con l’università di Aberdeen, di Plymouth, con l’Imdg belga ci consentono di avere davvero un respiro internazionale, dando l’opportunità ai nostri studenti anche di conoscere realtà eccellenti a livello continentale. Ed anche di possibile partnership economica: basti pensare che Aberdeen è la città che organizza annualmente l’Oe, fiera “gemella” all’Omc del Pala de Andrè».

Alta professionalizzazione

«Il legame voluto per rinsaldare la peculiarità ravennate è evidente, ma in effetti la nostra principale ambizione è quella di mettere a sistema competenze che servano a creare profili competitivi in tutto il mondo – fa da sponda il professor Valerio Cozzani –. Per questo è così importante il rapporto con le aziende: all’interno del corso ben 30 crediti su 120 sono legati all’attività interna alle aziende e aggiungendo anche la docenza di insegnanti interni alle aziende possiamo dire che poco meno di un terzo del curriculum viene creato grazie alla collaborazione con le imprese del territorio. Riteniamo che assieme al respiro internazionale della laurea – conclude Cozzani – sia il puntare sull’altissima professionalizzazione».

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