RAVENNA

Le donne ravennati del Pd in prima fila per chiedere più spazio

Bakkali: «Il tema dell’equilibrio di genere deve entrare nell’agenda del partito democratico»

di CHIARA BISSI

13/04/2018 - 10:13

Le donne ravennati del Pd in prima fila per chiedere più spazio

Ouidad Bakkali

RAVENNA. Avevano lanciato l’allarme prima delle elezioni, ai tempi delle formazione delle liste, ora sono proprio arrabbiate. Sono oltre 460 le donne del Pd in rivolta contro i vertici del partito a trazione tutta maschile. In pochi giorni l’appello promosso dall’ex senatrice Francesca Puglisi ha raccolto in tutto il paese un’adesione convinta. Otto le firme ravennati dall’assessora Ouidad Bakkali, alla presidente del consiglio comunale Livia Molducci, fino alle consigliere Strocchi, Valbonesi, Quattrini, Campidelli. Con loro l’ex senatrice Sefi Idem, Mara Roncuzzi della direzione provinciale e ancora Mirella Dalfiume di Massa Lombarda, della segreteria provinciale. Non si fidano più del gruppo dirigente, si legge nel documento, dopo che M5s, Lega e Fi in Parlamento si sono tinti decisamente di rosa, lasciando il Pd in una pericolosa zona grigia. «Mentre chi ha vinto le elezioni affida la leadership dei gruppi parlamentari e le cariche istituzionali alle elette, nel Pd un gruppo dirigente sempre più chiuso e muto si trincera in delegazioni e trattative di soli uomini». E ancora: «Mai più - aggiungono - pluricandidature femminili di poche per far eleggere molti uomini. Sono bastate le pluricandidature di 8 donne per escludere 39 candidate e favorire l’elezione di altrettanti uomini».

Bakkali

«Il tema dell’equilibrio di genere deve entrare nell’agenda del partito - spiega l’assessora alle pari opportunità Ouidad Bakkali - non partiamo dall’anno zero, nel governo a guida Pd si sono strutturate politiche di genere sul femminicidio con risorse che non si vedevano da tanto tempo, abbiamo lavorato sulla conciliazione con bonus per le famiglie. Ma va abolito il dipartimento mamme, le donne non sono solo madri. Si tratta di un documento aperto, trasversale, non di corrente, e mi aspetto anche adesioni maschili. Qui si pone una questione di cultura politica che non è legata a Renzi, o chi c’era prima, tutti uomini. Lo vedo come un invito a ragionare, a spronare noi donne per prime, quando tendiamo ad adattarci alla predominanza maschile presente in politica. Su questo mi metto in discussione io per prima. Vogliamo essere al passo con la società in cui viviamo».

I nomi

Nell’elenco tante le esponenti del ravennate: Anna Alberelli e Chiara Berti del direttivo di Castel Bolognese; Marilanda Biondi del circolo di Lugo e Alessandra Fiorini della segreteria comunale di Lugo, Sabrina Mondini segretaria comunale, nonché la consigliera comunale Marta Garuffi; e ancora Concetta Genovese segretaria di circolo a Faenza; Maria Macheda del circolo di Cervia; Gigliola Poli di Imola. A queste si aggiungono 26 tra amministratrici e dirigenti delle altre province romagnole, compresa l’assessora alle regionale alle pari opportunità Emma Pettitti per un totale di 33 firmatarie.

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