LA VARIANTE

Torna il Comitato Vitalaccia Dura: «No al bitumificio a Porto Fuori»

Maltoni: «Ci risultano manovre per portare nella frazione l’impianto della Cmc che era in Darsena»

12/04/2018 - 10:48

Torna il Comitato Vitalaccia Dura: «No al bitumificio a Porto Fuori»

RAVENNA

Il comitato Vitalaccia dura torna alla carica e denuncia un nuovo pericolo per l’ambiente. Secondo il comitato sarebbero in corso manovre per spalancare la strada alla realizzazione di un bitumificio a pochi passi dalla località di Porto Fuori.

A parlare di questa ipotesi è Monica Maltoni, membro del comitato, che da anni si sta battendo per salvare ettari di terreni agricoli dall’arrivo dei fanghi derivanti dall’approfondimento del canale Candiano. «Anche se è da un po’ di tempo che non ci facciamo sentire, il comitato è sempre rimasto attivo e vigile su quanto accade sul nostro territorio – spiega Maltoni –; ora le nostre riunioni si sono fatte più frequenti. Ci ritroviamo una volta la settimana, perché si stanno creando i presupposti per una nuova minaccia per l’ambiente. A quanto sappiamo, una variante al piano urbanistico provinciale della Provincia (Ptcp) potrebbe dare il via libera a un progetto che sembrava tramontato. La modifica del Ptcp potrebbe permettere, per la cosiddetta zona logistica 3, la localizzazione di impianti di recupero e smaltimento rifiuti a pochi passi dal centro abitato di Porto Fuori. L’intervento della Provincia andrebbe a sanare una contraddizione tra il piano urbanistico dell’ente di piazza Caduti e il piano urbanistico comunale che già prevede, per questi terreni, la possibile localizzazione d'impianti di recupero. Nel 2014 facemmo un esposto che evidenziava queste contraddizioni».

I membri del comitato si sono già attivati con iniziative di sensibilizzazione a Porto Fuori. «Circa un mese fa – spiega ancora Monica Maltoni - abbiamo effettuato un volantinaggio per informare i cittadini e il nostro impegno a difesa dell’ambiente proseguirà. Il bitumificio è un impianto con un forte impatto in termini di inquinamento e ci sembra assurdo volerlo realizzare così vicino a un centro abitato. Non sappiamo ancora quali azioni adotteremo, ma di sicuro faremo il possibile per evitare la realizzazione di impianti inquinanti a ridosso di un centro abitato. Se i nostri timori sono fondati, non appena la variante al Ptcp sarà approvata avremo trenta giorni di tempo per presentare le osservazioni. Non siamo disposti a mollare. La nostra è una battaglia in nome dell’ambiente».

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